#STORIASEDICI

13 maggio 1933, i Maestri scendono in Italia.

Il teatro della prima epica sfida è lo Stadio Nazionale del Partito Fascista a Roma.

La Nazionale Italiana è allenata da Vittorio Pozzo, è ritenuta a ragione una delle selezioni più forti del mondo e lo confermerà con le vittorie nei Mondiali del 1934 e del 1938.

L’ossatura per buona parte è quella che contribuirà un anno dopo ad alzare la Coppa Rimet.

Ci sono Combi, Rosetta, Caligaris, Luisito Monti, Meazza e “MumoOrsi e al centro dell’attacco Angelo Schiavio.

Finirà 1 a 1.

I Maestri vengono fermati dagli Allievi.

É l’inizio, solo l’inizio, di una grande Sfida che appassionerà gli amanti del calcio per i successivi novant’anni.

Nel 1934 a Roma l’Italia di Vittorio Pozzo da Ponderano alzerà la Coppa.

Gli Inglesi non parteciparono ai Mondiali.

Non si erano presentati nemmeno nel 1930 in Uruguay e non si presenteranno nel 1938 in Francia.

Entrati nella FIFA nel 1906, ne uscirono nel 1928 per poi rientrarvi solo dopo la fine del secondo conflitto mondiale nel 1946.

Si sentivano superiori.

Il Calcio o meglio, il Football l’avevano inventato loro e pensavano, nel loro splendido isolazionismo, che nessuno avrebbe potuto batterli o quantomeno impensierirli.

L’occasione giunse nel novembre del 1934.

L’Italia aveva vinto il Mondiale, era stata la migliore del mondo, battendo le squadre della mitteleuropa (che allora andavano per la maggiore) e la Spagna di Zamora, uno dei più grandi portieri di tutti i tempi.

Ci fu la sfida degli Inglesi.

Pozzo aveva fiutato il tranello.

L’appuntamento era a Highbury, un sobborgo di Londra.

La data era il 14 di novembre, con la nebbia e il fango.

Una trappola per i freschi campioni del Mondo.

Si sfidavano, davanti a uno stadio stracolmo, due organizzazioni di gioco, da una parte il sistema “WM” inglese rivoluzionario inventato da Herbert Chapman e dall’altra i “Metodo” di Vittorio Pozzo.

I quotidiani Inglesi pronosticarono una goleada, 10 a 0.

Scrissero.

Non sarà così.

E quella partita sarà destinata a diventare leggenda.

Dopo soli due minuti di gioco il centravanti inglese, con un’entrata killer, aveva frantumato l’alluce del centromediano italiano, l’oriundo Luisito Monti.

Monti, visto che ai tempi non si potevano eseguire sostituzioni, fu spedito all’ala, nel ruolo dello zoppo.

Dopo solo dodici minuti, l’Italia era già sotto di tre reti, e Ceresoli, nella nebbia londinese ,aveva anche parato un rigore.

L’Inghilterra era in pieno furore agonistico, l’Italia attonita, surclassata era in completa blia dei bianchi.

All’Inizio del secondo tempo Pozzo decise di togliere Monti, non riusciva nemmeno a camminare, il fuoriclasse italo-argentino.

Intanto nel fango e nella nebbia gli azzurri incominciavano a macinare gioco.

Meazza, Ferraris e Guaita erano saliti in cattedra.

Gli Italiani rispondevano colpo su colpo.

A fine partita anche l’infermeria inglese sarà quella di un campo di battaglia.

La stampa londinese nei giorni seguenti accuserà gli italiani (senza ricordarsi delle scorrettezze della propria nazionale) di gioco troppo duro e maschio.

Da che pulpito si potrebbe dire.

Intanto Peppino Meazza segna una prima volta.

Poi una seconda.

Gli azzurri creano un gran numero di occasioni.

Il pubblico inglese trema, i nostri, pur con un uomo in meno, dominano.

E giocano meglio.

Anche se non abituati al fango e alla nebbia.

Finirà 3 a 2 per la nazionale dei Tre Leoni.

Ma con un grande sospiro di sollievo, e per sempre gli italiani protagonisti di quell’epica partita, diventeranno i “Leoni di Highbury”.

Ancora un’amichevole (per modo di dire) nel 1939, appena dopo il Mondiale vittorioso per i nostri colori in Francia nel 1938.

2 a 2 il risultato finale, con i bianchi d’Inghilterra ancora imbattuti.

Bisogna aspettare il dopoguerra per vedere un’altra epica sfida.

Nel dopoguerra la Nazionale Italiana è ancora una splendida macchina sportiva, l’ossatura è quella del Grande Torino, ai tempi molte delle rappresentative più forti del mondo furono sconfitte dagli azzurri: la Spagna, la Francia, l’Austria, la fortissima ed emergente Ungheria di Puskas che diverrà poi la “Grande Ungheria”.

Nel maggio del 1948 arrivano a Torino in casacca bianca i “Maestri del Calcio”.

Fu una di quelle partite nate male e finite peggio.

Un gol impossibile quasi dalla linea di fondo, forse fortunoso, forse aiutato dal portiere Bacigalupo, di Mortensen, spianò la strada agli inglesi.

Per gli italiani, tra gol annullati e incredibili occasioni sbagliate fu la disfatta.

4 a 0 per gli Inglesi che ribadivano così, forse un po’ aiutati dalla sorte, la loro superiorità.

Negli anni ’50 e ’60 una lunga serie di pareggi e sconfitte.

La vittoria contro gli Inglesi, dopo otto confronti, è ancora un miraggio.

Si arriva al 1973, si festeggiano i 75 anni delle Federazione Italiana Giuoco Calcio.

In un’amichevole di lusso gli italiani avevano già sconfitto i Campioni del Mondo del Brasile.

A Torino ci sono gli Inglesi, in un inedito completo giallo, per volere dell’Eurovisione che trasmise la partita a colori.

Cinquant’anni fa, le amichevoli avevano un’audience incredibile.

2 a 0 per l’Italia.

La prima vittoria, finalmente, contro i creatori del Football.

Anastasi e Capello i marcatori con una maglia azzurra bellissima, tra le più belle mai vestite dai nostri atleti, meravigliose quelle divise tra il 1970 e il 1980!

Ma dopo 39 anni, ancora il 14 novembre come nel 1934, si gioca di nuovo a Londra.

Questa volta il teatro della rivincita è Wembley, i bianchi d’Inghilterra sono furibondi, un mese prima sono stati eliminati dal girone di qualificazione dei Mondiali di Germania del 1974 da una emergente Polonia che di quella Coppa del Mondo, con l’Olanda sarà la rivelazione.

Alf Ramsey è alla prova d’orgoglio per la sua nazionale reduce dalla vittoria nel 1966 e dal discreto Mondiale messicano del 1970.

Non sarà così.

Long JohnChinaglia scenderà sulla destra, effettuerà un traversone basso.

Peter Shilton, si proprio il portiere che ritroveremo 17 anni dopo a Italia 90’, non bloccherà la sfera.

Sul pallone arriverà, invece, come un falco, Fabio Capello.

Palla in rete.

Gli Allievi hanno finalmente superato i Maestri, anche a casa loro.

Anche nel Tempio del Calcio.

Purtroppo per l’Italia, le tre vittorie contro gli Inglesi e il Brasile, non permisero a Valcareggi e ai critici di notare la reale situazione della nazionale azzurra.

Il dazio sarà pagato ai Mondiali di Germania con una clamorosa eliminazione dei nostri Vicecampioni messicani al primo turno.

Giocatori vecchi, senza stimoli, spogliatoio spaccato in clan, gioco involuto e superato.

Ma gli anni Settanta non sono finiti qui.

Italia e Inghilterra si trovano di nuovo di fronte nel girone di qualificazione ai Mondiali di Argentina.

E nel girone passava solo la prima classificata.

Nel 1976 ampia vittoria italiana in casa 2 a 0, con reti di Antognoni e con un colpo di testa splendido, che resta negli annali del calcio, di Roberto Bettega.

Non bastò la vittoria inglese a Wembley per 2 a 0.

I giochi erano oramai fatti anche in caso di sconfitta, passò l’Italia di Bearzot per differenza reti.

Si diceva che l’Italia stava vincendo 20 a 0 e che aveva segnato anche Zoff di testa su calcio d’angolo”.

É proprio a quest’ultima partita in programma nel 1977, nel il film del 1976 “Il secondo tragico Fantozzi”, che il regista Luciano Salce e Paolo Villaggio fecero riferimento, con un anno di anticipo, con la visione obbligata alla truppa di impiegati, invece dell’attesissima partita, de “La corazzata Kotiomkin” parodia de “La corazzata Potemkin” di Eisestein.

Un vero e proprio cult cinematografico, che ci ricorda quelle meravigliose sfide di tanti anni fa.

Dopo lo scandalo del calcio scommesso, tra i bellissimi Mondiali argentini, dove brillò il calcio della giovane Nazionale del “VecioBearzot e il trionfo spagnolo del 1982, si disputarono in Italia gli Europei del 1980.

L’Italia era orfana, causa squalifiche dovute al citato scandalo delle scommesse, dei giovani e promettenti Rossi, Giordano e Manfredonia.

A Torino era di scena ancora una sfida con gli ex Maestri.

Un’Italia arrembante, attaccò per tutta la partita.

Molte occasioni, palle gol.

La sfera sembrava non voler entrare.

Ma al 78° minuto, Ciccio Graziani, su lancio di Antognoni si involò sulla sinistra, mise al centro un traversone che per certi versi ricordò quello di Giorgione Chinaglia a Wembley sette anni prima.

E su quel pallone, come un rapace, si avventò “Schizzo” Tardelli.

La rete si gonfiò, e Tardelli, anche se pochi se lo ricordano, ci regalò una corsa con un’esultanza uguale a quella del Bernabeu pochi anni dopo.

La sua corsa finì sotto l’abbraccio dei compagni sulla pista di atletica, ora scomparsa, del Comunale di Torino.

Purtroppo, per la differenza reti con il Belgio, l’Italia andò alla finalina per il terzo posto.

Ancora due amichevoli nel 1985 e nel 1989 con una vittoria azzurra e un pareggio.

Si arriva al 7 luglio 1990, Stadio San Nicola di Bari.

Tutto esaurito.

Di fronte due grandi deluse dal Mondiale di Italia 90, l’Italia (che con sei vittorie e un pareggio nel Mondiale arriverà terza) e l’Inghilterra di Gary Lineker e David Platt.

Entrambe le squadre si erano viste chiudere le porte della finale dalla lotteria dei calci di rigore rispettivamente dall’Argentina di Maradona e dalla Germania di Matthaus.

Gol di Baggio, su una papera di Shilton, si proprio lui il portiere del 1973, e raddoppio del capocannoniere Totò Schillaci e momentaneo pareggio di Platt per i bianchi inglesi.

Terzo posto triste per una delle più belle nazionali italiane mai viste.

Nel 1997 si ritrovano ancora di fronte per le qualificazioni ai Mondiali di Francia 98.

Si gioca ancora Wembley a febbraio, gli inglesi non ci battevano da vent’anni e la loro striscia negativa continuerà.

Un magnifico gol di Gianfranco Zola espugnerà il Tempio del Calcio.

1 a 0 per gli azzurri.

Ancora amichevoli fino al giugno 2012 dove agli Europei, gli inglesi verranno sconfitti ai calci di rigore nei Quarti grazie al penalty decisivo di Diamanti.

In questo torneo gli azzurri di Prandelli si arrenderanno in finale solo ad una Spagna meravigliosa.

Nel 2014 ai Mondiali Brasiliani ancora una vittoria tricolore per 2 a 1, con uno degli ultimi gol della meteora Balotelli.

Non servirà a nulla, gli azzurri verranno eliminati, tra mille delusioni, al primo turno.

Novant’anni di sfide, novant’anni di battaglie, novant’anni di vittorie e di sconfitte.

Questa sera a Wembley la sfida profumerà di Storia del Calcio.

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