In merito alla scelta di Stellantis di localizzare la gigafactory in Italia a Termoli interviene l’Assessore allo Sviluppo delle Attività Produttive Andrea Tronzano. “si tratta di una scelta aziendale che dispiace perché tutti abbiamo provato a incidere, ma non è stato sufficiente. Rimaniamo però lucidi senza sprofondare in inutile pessimismo. La manifattura continua a essere il nostro futuro. Automotive e Aerospazio rappresentano la nostra forza, la forza di Torino e della sua provincia, anche occupazionale, e su di loro investiremo

“Stellantis – prosegue l’Assessore Tronzano – sono certo capirà che a Torino a lei conviene esserci. Su gigafactory non ci arrendiamo perché potrebbe esserci un’altra opportunità su Scarmagno con Italvolt: se diventerà un progetto solido e concreto la Regione farà la sua parte.”

Al di là delle dichiarazioni di circostanza, se è una scelta, quella di Stellantis, della quale la Regione non ha colpa, occorre riflettere sul vizietto dell’annuncio per scopo propagandistico degli amministratori.

Non serviva sbandierare ai 4 venti l’interesse di un gruppo privato, per un’area industriale privata, con l’affanno di piantare una bandierina politica sul progetto dicendo scompostamente con l’affanno : ‘ È merito nostro ! E’ merito nostro!’.

Non serve un comunicato stampa ora per giustificarsi di una situazione nella quale l’unica colpa è stata voler appropriarsene il merito, quando merito non c’era ( e a maggior ragione non c’è ora…).

Non serve, infine, mettere le mani avanti in attesa di spostarle nuovamente affannosamente al petto per prendersi il merito dell’arrivo di Italvolt, che, se arriverà, sarà solo per valutazioni pratiche del sito e non per, millantati, meriti della politica regionale che al pari di tutta la politica, a tutti i livelli, è solo succube dell’economia.

A livello nazionale ed internazionale lo dimostra quotidianamente con le major del commercio internet e della comunicazione social e, a livello locale, con la grande distribuzione organizzata, come, proprio a livello Regione Piemonte, con il pasticcio del primo maggio scorso.

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