Una volta era il quadrilatero del basket, una sorta di nemesi di quello calcistico degli anni venti e trenta del secolo scorso. Prima ha iniziato Biella a scalare le gerarchie del basket che conta con diverse stagioni in serie A1 poi è stata la volta di Casale un solo anno nella massima serie da tante battaglie in lega due.

Poi il turno di Torino capace di conquistare anche una prestigiosa Coppa Italia tra i più grandi, infine gli enfant du pays di Tortona una piazza da poco giunta nel basket che conta che in una sanguinosa finale contro Torino ha strappato il magic pass della serie A1. Il Piemonte è una fucina di basket, ma è un giocattolo che costa, per cui o disponi di grandi risorse dietro le spalle o tutto diventa maledettamente difficile a maggior ragione al termine di una stagione in cui l’elemento dirimente è stato il Covid, e non si tratta certo di una stella croata.

Conquistata una salvezza all’ultimo sospiro Biella deve fare i conti tra budget e futuro e questo è uno degli elementi in discussione. Il 30 giugno scadevano le prelazioni per lo staff tecnico non effettuate, lasciando di fatto andare a miglior panchina Squarcina e soci. E in fin dei conti senza una proiezione futura è stata anche una scelta saggia e oculata.

Ora la data limite è il 22 luglio scadenza delle iscrizioni, quindici giorni per decidere il destino di una società che da oltre 25 anni rappresenta un buon biglietto da visita per il territorio. CI sarà ancora? il basket continuerà a essere un traino e un vettore importante? Il Forum sarà una sorta di cattedrale nel deserto delle buone intenzioni? Rischiamo seriamente di essere ai margini di un sistema che vede tutte le altre province piemontesi, pur con alti e bassi, investire e parecchio in un settore quello sportivo fondamentale per la promozione del territorio.

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