Francesco Ramirez “smonta” un falso mito

Oggi vi voglio raccontare una storia mitologica “falsa”. Oibò, e perché mai dovrei perdere tempo con una simile castroneria? Beh, innanzitutto perché ci ha messo decenni a venire fuori come storia fasulla, grazie principalmente a internet. Dal 1989, infatti, sua ipotetica data di nascita, è stata sempre considerata veritiera e solamente pochi anni fa il popolo da cui sarebbe dovuta originare (i Lenape, una etnia di nativi americani) ha denunciato la sua falsità. Fino ad allora, però, aveva, perdonatemi il francesismo, fregato brutalmente tutti quanti. Tanto che furono creati svariati cartoni animati su di essa, negli Stati Uniti. Ciò vuol dire che, comunque, almeno in parte, presenta le caratteristiche del mito ed è riconducibile al suo modo di presentarsi.

Secondariamente, a differenza delle fanfiction, questa storia è totalmente indipendente e a se stante. Per cui non cannibalizza personaggi e situazioni già esistenti, dando loro nuovi significati e appropriandosi di elementi già creati da altri autori, ma facendoli propri. Essendo autonoma e autosufficiente, non richiede molto lavoro per essere raccontata e spiegata. E, soprattutto, non parassita altre storie.

Detto questo, partiamo: il racconto narra che, dopo un lungo inverno, gli animali iniziarono a preoccuparsi. Il freddo era troppo intenso e, dunque, decisero di mandare un messaggero al Grande Spirito del Cielo per implorare il suo aiuto. L’Uccello Arcobaleno, il più bello tra tutti i volatili, si offrì di compiere l’arduo viaggio. Essendo giunto quindi dal Grande Spirito, questi gli donò in premio il fuoco. Il nobile uccello decise quindi di portarlo sulla terra, per aiutare gli altri animali. Ma, nel fare ciò, egli rimase bruciato dal fuoco stesso e il suo bellissimo piumaggio diventò nero, mentre la sua voce, squillante e melodiosa, divenne roca e sgradevole. Nonostante questo, egli compì l’intero viaggio, sacrificandosi per il bene di tutti. E questa è dunque la storia di come il fuoco giunse sulla Terra. E di come l’Uccello Arcobaleno divenne il Corvo, che noi tutti conosciamo.

Ecco qua. Si tratta, come avete visto, di un racconto incredibilmente breve; ma, nonostante questo, con tutti gli elementi necessari a renderlo popolare. Nel riportarlo io mi sono permesso, però, di cambiare un piccolo particolare: il nome dell’Uccello Arcobaleno, nella versione originale, è Rainbow Crow, ovvero Corvo Arcobaleno. Il che, a mio avviso, toglie molto alla potenziale sorpresa finale. Ma, d’altro canto, il mio è un cambiamento figlio di una narrativa più moderna.

Detto questo, in retrospettiva, si tratta chiaramente di un mito che ha molto, forse troppo, in comune con la storia di Prometeo. Il sacrificio, il dono del fuoco, la punizione. Inoltre, per dover essere un racconto mitologico, sembra eccessivamente “netto”, in un certo senso. Vi è un problema, si trova una facile soluzione e, alla fine, c’è anche una bella morale. Non ha molto della mitologia contorta e complessa e ricorda decisamente di più una favola per bambini. Il che, forse, era proprio l’obiettivo del suo misterioso creatore.

Tuttavia, questo mito ha ingannato tantissime persone in passato. Compreso il sottoscritto. Per quanto, lo devo ammettere, la mia conoscenza dei miti dei nativi americani sia molto, molto limitata. E, con buone probabilità, continuerà ad ingannarne altre anche in futuro.

Tuttavia, forse, ci sono modi peggiori di portare avanti una mitologia minore e poco conosciuta. Forse, questa piccola storiella ispirata ad un sistema privo di fama ha compiuto il suo dovere, suscitando l’interesse di un numero sufficiente di persone.

O forse no. Forse si tratta della famosa “appropriazione culturale”. Per quanto, in questo caso, non si sia appropriata, ma abbia donato a quella cultura, che altrimenti sarebbe rimasta ben meno conosciuta.

Personalmente, io non saprei fornire una risposta, ma ritenevo la storia un buon esempio di narrativa per bambini. Una curiosa favola della buona notte, se vogliamo. La sua morale è positiva, quindi perché non sfruttarla per ciò che offre? In fondo non fa del male a nessuno.

E voi cosa ne pensate?

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