Danilo Ramirez racconta la storia del famoso fumetto

Il filo che canta è l’ultima storia scritta da Goscinny prima della sua prematura morte nel 1977.

Lucky Luke nasce nel 1947 dalla penna del disegnatore belga Morris (nome d’arte di Maurice de Bévere nato nel 1923).

Morris scrive e disegna da solo le storie del cowboy fino al 1956 e bisogna dire che le storie di questi anni sono molto diverse da quelle del periodo classico di Lucky Luke.

Si tratta di storie più cupe, nelle quali l’umorismo è marginale, basti dire che ci sono anche dei morti tra i quali i primi Dalton.

Morris era consapevole che la sua abilità e anche il suo interesse erano principalmente rivolti al disegno, così fu facile per lui accordarsi con il francese René Goscinny, uno dei più grandi sceneggiatori nella storia del fumetto.

I due si conoscevano e si stimavano entrambi, la prima storia di Lucky Luke firmata Morris e Goscinny esce nel 1957 e si intitola ROTAIE SULLA PRATERIA.

Il registro delle storie cambia completamente, la violenza è bandita, la caricatura del west e dei personaggi è accentuata, le idee di Goscinny, così bravo nel collocare storie di finzione in un contesto storico corrispondente ad elementi reali, lanciano definitivamente il cowboy solitario verso la fama internazionale.

Interessante ricordare che ancora non era uscito Asterix, l’altro grande fumetto ideato da Goscinny, insieme al disegnatore Uderzo. Asterix apparirà due anni dopo, nel 1959.

Scritto da Goscinny e disegnato da Morris, Lucky Luke ottiene fama mondiale e durante gli anni sessanta, vero periodo d’oro per le storie a fumetti, se ne vendono milioni di copie tradotte in trenta lingue.

La cadenza delle uscite è regolare, Goscinny è una miniera di idee se pensiamo che faceva uscire un Asterix e un paio di Lucky Luke all’anno oltre ad altre collaborazioni.

Purtroppo lo sceneggiatore francese muore prematuramente nel 1977 a soli 51 anni. La sua scomparsa appare assurda ai giorni nostri: gli viene prescritto con incredibile leggerezza un esame cardiaco sotto sforzo nonostante fosse sotto cura proprio per problemi cardiaci, l’esame è fatale. In medicina si parla di caso Goscinny.

Luke continua ad uscire regolarmente, alla sua scrittura si alternano grandi autori del fumetto e, per fortuna di noi lettori, la qualità resta di alto livello.

Nel 2001 ci lascia anche Morris, dopo aver disegnato il suo cowboy per ben 54 anni!

Nonostante avesse 78 anni, il grande disegnatore belga era ancora in piena attività, ma una embolia polmonare gli fu fatale.

Prima di morire Morris espresse la volontà che le storie di Lucky Luke continuassero anche dopo di lui e così avvenne.

Ottimi disegnatori hanno mantenuto in vita fino ad oggi “il cowboy che spara più veloce della sua ombra”. Ad esempio nel 2012 la storia OGNUN PER SE’ è stata sceneggiata a quattro mani da due grandi scrittori come Daniel Pennac e Tonino Benacquista.

CURIOSITA’

–          I DALTON che conosciamo noi in realtà non sono gli originali. Morris inventò il quartetto in una storia del 1954, quando disegnava e scriveva da solo, chiamando i 4 fratelli con i nomi di Bob, Grat, Bill e Emmett. Ma come ho indicato in precedenza, quelle storie erano decisamente più violente ed infatti al termine di quella avventura i Dalton morirono in una sparatoria. Morris tuttavia aveva capito che era un peccato perdere 4 personaggi di quel genere e così chiese a Goscinny di “resuscitarli”. Lo scrittore francese ebbe l’idea di inventare 4 cugini, identici agli originali, Joe, William, Jack e Averell, in una storia del 1958 e da allora i nemici storici di L.L. animarono molte delle avventure del cowboy.

–          RANTANTAPLAN, il cane più stupido del west, nelle intenzioni dei due autori non è altro che la parodia di Rintintin, il lassie famosissimo protagonista di telefilm americani degli anni cinquanta.

–          Nel 1983 scompare dalla bocca di Lucky Luke il classico mozzicone di sigaretta penzolante. Morris lo sostituisce con un filo d’erba per dare il suo contributo alla battaglia contro il fumo. Per questo motivo verrà premiato nel 1988 dall’organizzazione mondiale della sanità a dimostrazione della popolarità planetaria del suo personaggio.

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