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Il mio amico giardiniere – di Danilo Ramirez.

Le critiche di Danilo Ramirez

« La grande carpa è qui da qualche parte e tu sai che c’è, ma non si vede. E con la morte è lo stesso. »(Del Prato)

Questo film, distribuito in Italia col titolo “Il mio amico giardiniere” è del 2007, diretto da Jean Becker e interpretato da Daniel Auteuil e Jean-Pierre Darroussin.

E’ un film coraggioso perchè propone temi e tempi di un cinema non popolare oggi, soprattutto tra i giovani. Ma è un film molto bello, intenso, emotivo. L’apparente, banale, contrasto tra l’uomo di città, un pittore di successo in crisi di ispirazione che torna nel suo paesino di origine, e l’uomo di campagna che ha sempre vissuto con i tempi e le abitudini del lento scorrere delle stagioni.

I due entrano in contatto perché il secondo diventa giardiniere del primo ma il loro rapporto è cementato dal fatto che erano bambini insieme nella scuola del paese. La semplicità di Del Prato, così si chiamano scherzosamente tra di loro, entra progressivamente nel cuore di Del Quadro trasformandosi in stima e affetto profondo.

Un film sull’amicizia pura, intensa, quella che unisce due persone fino al fondo dell’animo.

Un film “vecchio”. Non ci sono volgarità, doppi sensi, naturalmente nessuna violenza. Tanto dialogo che all’inizio può apparire lento ma invece ti porta ai ritmi del contadino, che coltiva un orto rigoglioso, metafora della vita.

Un uomo che non vuole nulla di più di ciò che ha, vuole bene alla moglie, laddove il pittore sta divorziando, riconosce i suoi limiti, non giudica ma aiuta, con candore disarmante ma anche con grande senso pratico.E nella sua semplicità diventa un aiuto fondamentale per far capire cosa davvero vale nella vita dell’amico.

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