Le critiche cinematografiche di Danilo Ramirez

Ogni tanto possiamo, e forse dobbiamo, tornare ad una cinematografia che pur non rappresentando il più alto livello culturale è significativa di un momento importante nella storia del cinema popolare italiano.

Nei primi anni 70 del secolo scorso (e che effetto fa scriverlo) il cinema italiano era senza dubbio la forma di spettacolo più popolare e frequentata. Il numero di biglietti staccati in un anno era di poco superiore ai 500 milioni. Sembra una cifra incredibile ma è così. La domenica pomeriggio tutto il paese aveva un solo passatempo, il cinema.

Ad una richiesta così forte corrispondeva una industria poderosa che offriva generi ben diversificati. Lando Buzzanca era attore di commedie erotiche con grande capacità umoristica, il suo film “capolavoro” fu IL MERLO MASCHIO che una volta nella vita andrebbe visto. Ma sono moltissimi i titoli che lo vedono protagonista. Guardandolo oggi lo si deve rivalutare con indulgenza e affetto. Era bravo, la sua recitazione sopra le righe, irresistibile, il personaggio dell’uomo spesso coinvolto in situazioni erotiche suo malgrado era un cliché che come spettatore aspettavi e apprezzavi. Perchè non era il classico belloccio playboy, ti potevi identificare e ti era simpatico.

In questo film del 1972 è un insegnante siciliano che viene trasferito a Roma grazie alle raccomandazioni dello zio onorevole. I giovani di oggi dovrebbero guardarlo per capire cosa significava la contestazione studentesca in quegli anni. E’ volutamente esagerata ma quando raccontavo ai miei allievi che noi non avremmo accettato quello che loro si fanno fare oggi dai loro insegnanti ecco, qui c’è la dimostrazione. Alcune situazioni sono davvero esilaranti, l’ho guardato come un documento, è davvero un pezzo di storia. Infine Rossana Podestà, non recita proprio bene (eufemismo) ma quanto era bella.
Appena un cenno merita il titolo, specchietto per le allodole che attirava lo spettatore libidinoso, ma in quegli anni il cinema erotico si risolveva in poche inquadrature di nudo castigato e forse anche questo crea non poca nostalgia oggi che nulla è rimasto all’immaginazione.

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