Francesco Ramirez racconta la battaglia di Kadesh

Quale fu la prima battaglia della storia? Difficile dirlo. Sicuramente vi sono stati scontri tra clan diversi di esseri umani fin dagli albori della nostra nascita come specie, centinaia di migliaia di anni fa. Quando questi scontri smisero però di essere zuffe disordinate e si trasformarono in combattimenti organizzati, nessuno può saperlo con certezza.

Abbiamo, tuttavia, una documentazione antica che ci può quantomeno permettere di conoscere una delle prime vere battaglie della storia: la battaglia di Kadesh, la prima battaglia per la quale sussistono testimonianze sufficienti da ricostruirla in ogni sua fase. O quasi…

Perché, nonostante i testi su Kadesh abbondino e ci arrivino da più fonti, essa presenta una piccola peculiarità, che la rende davvero interessante e mette in evidenza la vera natura umana, pur trovandosi alle origini della storia conosciuta. O, forse, proprio per questo motivo.

Ma andiamo con ordine: dove si trova Kadesh? Chi prese parte allo scontro? E quando?

Kadesh risiede sulle sponde del fiume Oronte, nell’attuale Siria, e contrappose tra loro i due più potenti imperi di quell’epoca: l’Egitto e gli Ittiti. Egitto guidato, tra l’altro, dal grande Ramses II, il più noto tra tutti i faraoni della storia.

Correva l’anno 1274 a.C. (per quanto sono abbastanza convinto che gli eserciti in questione non ne fossero consapevoli. Potrei sbagliarmi) e il lungo conflitto tra i due potentissimi regni era ormai giunto alla sua fase finale. Proprio a Kadesh, si sarebbero fronteggiati in un’ultima, spettacolare battaglia!

Si trattava probabilmente dello schieramento di uomini più vasto dell’intera guerra e i due eserciti, uniti, potevano contare su, forse, seimila carri da guerra. Un numero davvero spropositato.

Essa si può dividere in tre fasi: nella prima, i carri degli Ittiti si scontreranno con una delle divisioni dell’esercito egiziano, distruggendola e mettendola in fuga. Sfruttando la vittoria, essi attaccheranno poi direttamente l’accampamento di Ramses stesso, rischiando di soverchiarlo.

Nella seconda fase, però, grazie alla guida prodigiosa del Faraone, il quale invocherà l’aiuto degli dei e ucciderà personalmente migliaia di nemici, gli Ittiti saranno respinti dal campo e, uscendo al loro inseguimento, gli Egiziani li metteranno in fuga definitivamente, decimandoli.

Nella terza fase, gli Ittiti rimasti nel loro campo escono, attraversando l’Oronte per aiutare i loro carri, ormai in fuga. Ma, grazie all’arrivo di forze fresche, gli Egiziani saranno in grado di sbaragliare agilmente anche loro e di costringerli ad una ignominiosa ritirata e alla resa.

Dopo questo esito, gli Ittiti si ritireranno dunque nella città di Kadesh, pesantemente sconfitti, e chiederanno clemenza al Faraone. Il quale, da grande uomo magnanimo qual era, deciderà di accordargliela, tornando nelle sue terre.

Una vittoria incredibile da parte di Ramses, dunque. Quale genio tattico! Quale nobiltà d’animo! Quale uomo!

Ci sarebbe, però, un piccolo, piccolissimo particolare che forse dovrei aggiungere. Sì perché mi sono dimenticato di specificare una cosa: ciò che io ho raccontato, la parte di gran lunga meglio documentata della battaglia, arriva solo da fonti egiziane. E, infatti, hanno tutta l’aria di essere pura propaganda.

E se andiamo a vedere le fonti Ittite, molto meno numerose e dettagliate…beh, loro affermano di essere stati i vincitori, visto che Kadesh non era caduta. Come dar loro torto, del resto? Anche perché, una volta terminata la guerra, i confini sono rimasti inalterati e nessuno dei due regni veniva considerato inferiore all’altro. Un po’ strana, come vittoria schiacciante.

Naturalmente io non ero presente, quindi non so se effettivamente Ramses abbia ricevuto il favore degli dei e ucciso migliaia di Ittiti completamente da solo. Ma diciamo che, tutto considerato, mi verrebbe da affermare che la prima battaglia documentata della storia sia stata più un attestato alla capacità degli uomini di potere di usare la propaganda per mascherare i propri fallimenti e trasformarli in sfavillanti vittorie, piuttosto che un esempio di strategia e di gloria militare.

In poche parole: l’uomo resta uomo, sia a Kadesh che nel resto della storia.

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