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Milagro – di Danilo Ramirez

Danilo Ramirez parla del film di Robert Redford

Milagro (The Milagro beanfield war, 1988 Usa) è il secondo film diretto da Robert Redford, il primo fu Gente Comune che nel 1980 gli valse addirittura l’Oscar come miglior regista.
Diciamo subito che la carriera di attore di Redford è così importante da lasciare in secondo piano quella di regista, questo anche perché a fronte di cinema recitato per oltre 40 anni in molti titoli di grande successo ed importanza, i film da lui diretti sono solo nove.
Da rilevare poi che Redford , nonostante l’indubbio ruolo che ha avuto nella storia del cinema americano, non ha mai ricevuto Oscar come attore ed ha avuto appena una nomination per La Stangata.
Come regista gli si deve riconoscere la coerenza di non avere mai scelto soggetti banali e soprattutto una eleganza assoluta nella narrazione delle sue storie.
Potrei anzi dire che ogni suo film ha fatto centro, da Quiz Show a La leggenda di Bagger Vance, nel quale ho trovato alcuni momenti che sublimano il concetto di sport e di fair play.
Per tornare a Milagro anche qui la storia è magnifica.
il piccolo fazzoletto di terra coltivato a fagioli viene assunto a simbolo del riscatto dalla povertà e dal sopruso. Ci sono momenti altamente poetici, la figura del vecchio Amarante, l’uomo più anziano del paese,  che parla col fantasma del padre di Joe Mondragon, il contadino che decide di sfidare i ricchi americani giunti per costruire un lussuoso complesso residenziale proprio nelle vicinanze del paesino di Milagro, abitato da chicanos, messicani immigrati nel New Mexico.
Sapientemente alternati a momenti che strappano il sorriso, così come insegnava il maestro Monicelli.
La contesa avviene su un piccolo rigagnolo di acqua, che sarebbe vietata all’uso di irrigazione e che Joe decide di utilizzare ugualmente.
Avvincente il modo in cui il problema si ripercuote a livello politico fino al governatore dello Stato e come il potere si riveli impotente a fronteggiare la situazione fino alla vittoria finale di Mondragon e dei suoi compaesani.
Ingredienti ben mescolati, storia di facile presa, ammiccante al pubblico?
Può darsi ma il cinema classico americano non vede di buon occhio storie di questo genere e bisogna riconoscere a Redford la coerenza nell’avere prodotto direttamente il film, rischiando in prima persona.
Tempi perfetti, attori molto validi (Christopher Walken, Daniel Stern, Sonia Braga tra gli altri), ottimo film.



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