seconda parte

Il ritorno al cinema segna un momento importante, di nuovo con Alberto Sordi, nel 1970 dirige Il presidente del Borgorosso Football Club. Anche in questo film Sordi è protagonista indiscusso, oltreché coautore del soggetto e della sceneggiatura. Buon successo di pubblico grazie alla popolarità del tema e dell’attore, la critica non lo accoglie positivamente forse con un eccesso di severità. In realtà il film è godibile, disseminato di piccole trovate che lo rendono interessante fino alle ultime inquadrature. Il mondo del calcio viene descritto nei suoi eccessi, anche in maniera paradossale ma credibile, il divertimento è genuino.

Il film seguente, nel 1973, è Amore e ginnastica sul quale ci si deve soffermare in quanto rappresenta il più importante risultato della carriera di Luigi Filippo D’Amico. Il soggetto è tratto dall’omonimo racconto di Edmondo De Amicis, la sceneggiatura è scritta dallo stesso regista insieme alla cugina Suso Cecchi D’Amico e a Tullio Pinelli. La storia è ambientata a Torino alla fine dell’800. Racconta l’infatuazione di Simone Celzani (Lino Capolicchio), per Maria Pedani (Senta Berger). Entrambi vivono nello stesso palazzo, uno stabile signorile nel centro della città, amministrato da Simone che è nipote del proprietario, il commendator Celzani (un esilarante Antonino Faà di Bruno). Il giovane ha trascorso alcuni anni in seminario ed è rimasto timido e impacciato, lei è una maestra bella e dinamica, dedita alla divulgazione della ginnastica nella scuola: la materia era appena stata introdotta nei programmi ministeriali e provocava accesi dibattiti tra i favorevoli e i contrari. La storia d’amore appare impossibile perché i due caratteri sono agli antipodi, ma quando tutto sembra finire negativamente ecco che un lungo bacio sui titoli di coda suggella l’amore tra i due protagonisti.

Il film è condotto su un tono di lieve ed elegante umorismo. Gli autori rispettano il racconto (definito da Italo Calvino “probabilmente il più bello, certo il più ricco di humour….che mai scrisse Edmondo De Amicis”) ed introducono solo alcune modifiche che ne mantengono intatta la freschezza. Senta Berger è una Maria Pedani perfetta, voluta fortemente da D’Amico per questo ruolo; Lino Capolicchio, conosciuto per le sue interpretazioni drammatiche, sorprende per la capacità di caratterizzare fino all’eccesso l’aspetto comico del suo personaggio.

L’ambientazione storica è ben curata, di rilievo l’apporto di Tullio Pinelli nella sceneggiatura. Pinelli era cresciuto a Torino in una importante famiglia della città, conosceva le inflessioni della parlata piemontese, a lui si devono i termini dialettali anche desueti che spesso vengono utilizzati dai protagonisti e contribuiscono al divertimento dello spettatore.

Amore e ginnastica è sicuramente buon cinema, un prodotto di alto livello realizzato da un insieme di grandi professionisti tra i quali è giusto ricordare Marcello Gatti alla fotografia (lavorò tra gli altri in tutti i film di Gillo Pontecorvo) e Armando Trovaioli per le musiche.

Gli ultimi tre film di Luigi Filippo D’Amico come regista sono L’arbitro (1974), Il domestico (1974) e San Pasquale Baylonne protettore delle donne (1976).

Caratteristica comune è quella di avere come protagonista Lando Buzzanca ma bisogna subito dire che il sodalizio con l’attore siciliano non porta D’Amico agli stessi risultati raggiunti con Alberto Sordi. La critica non è tenera con questi film, parla di comicità facile e scollacciata, commediacce all’italiana nelle quali il regista è ben lontano dalla finezza di Amore e ginnastica.

A parziale scusante di Luigi Filippo possiamo considerare il fatto che di questi lavori non scrisse la sceneggiatura limitandosi alla regia, ma indubbiamente le sue qualità, soprattutto culturali, non furono certo valorizzate negli ultimi film.

Per concludere al meglio la storia artistica di questo protagonista della cultura italiana ricordiamo i suoi due romanzi, editi da Sellerio, “Il cappellino” e “L’uomo delle contraddizioni”, ed infine le dieci puntate su Radio Raitre, durante le quali nel 2006 D’Amico parlò dettagliatamente di Luigi Pirandello in occasione del settantesimo anniversario della morte.

A dimostrazione del valore artistico riconosciuto, il film Amore e ginnastica è stato restaurato dal Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, grazie all’interessamento e alla proposta avviata dall’autore di questo articolo. L’anteprima fu presentata al Museo del Cinema di Torino, come evento culturale delle Universiadi 2007. La proiezione avvenne nel mese di gennaio e il regista fu presente in quella che può essere considerata la sua ultima apparizione pubblica. Nella foto il regista a Torino per la proiezione di Amore e ginnastica restaurato, accanto a lui Danilo Ramirez e Susanna Zavattaro

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