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Un calcio alla SuperLeague – di Ettore Antoniotti.

#STORIAQUATTORDICI

Mezzanotte del 18 aprile 2021.

Potrebbe essere il momento di uno spartiacque tra lo Sport e la cessione dello stesso al Business.

Nasce la SuperLeague, dodici club fondatori superano quello che è il valore fondante dello Sport, cioè il “merito sportivo” e fondano una lega a sé.

Sono i club più ricchi.

No, forse non sono i più ricchi, sono sicuramente i più indebitati, e hanno bisogno di soldi.

Tanti soldi.

E allora si creano un Campionato per sé, per loro. Dove possono giocare solo i ricchi.

Solo i famosi.

Solo quelli bravi, belli, depilati e tatuati.

Non può giocare chi non è invitato.

Un torneo dove tutti i ricavi vanno a loro e non vale il principio di sussidiarietà dello Sport (e della vita).

Non bisogna essere bravi, occorre avere i quattrini, o perlomeno aver bisogno di tanti quattrini.

Supportati da un mega finanziamento di Jp Morgan (si parla di 10 milardi di euro), i dodici club tra cui Juve, Inter, Milan, daranno via a un Campionato elitario, senza retrocessioni e senza possibilità di accessi, in spregio al minimo valore sportivo.

I soldi dei ricavi sono finalmente tutti a disposizione per i ricchi e famosi, nulla per i comprimari.

Ossigeno per i mega club stra-indebitati nell’era della pandemia con bilanci in rosso da centinaia di milioni di euro.

Intanto, in qualche parte del mondo ci sarà sempre un campo in terra, con tante pozzanghere, senza reti nelle porte.

Ci saranno trenta ragazzini a sfidarsi 15 contro 15 in un improbabile sfida che vorrebbe solo 22 attori in campo.

Ci sarà un papà che farà il guardialinee per una partita tra ragazzini.

Un allenatore che il sabato pomeriggio segnerà con il gesso o con la calce le linee del campo.

Un bambino che sognerà guardando una partita di “pallone”, ma dal vivo non in televisione.

Ci sarà un ragazzino che non guarderà la SuperLeague alla PayTV ma che tornerà al sabato sera a pulire le sue scarpe da calcio dal fango della domenica prima.

Forse ci sarà un bimbo come me che aspetterà il suo papà per andare a vedere il Toro al “Comunale”, per vedere i gol di Pulici e Graziani e i cross di Claudio Sala.

Qualcun altro sarà lì per vedere “Pablito” con la maglia della Juve, altri attaccati alla radiolina per festeggiare lo Scudetto del Cagliari con Giggiriva o il Milan della Stella con Rivera.

Ci saranno Bruno Conti vestito di giallorosso sulla fascia e le magie di Evaristo Beccalossi in mezzo al campo.

Una punizione imprendibile di Maradona, una ancor più bella di Zico.

Ci sarà ancora qualcuno che festeggerà lo Scudetto del Verona di Bagnoli, della Lazio di Maestrelli, Boskov intanto uscirà dallo spogliatoio della Sampdoria sorridendo raccontando quelle sue strane storie al microfono.

Ci manca un Calcio, uno Sport così.

Portatevi pure il pallone a casa, quello bello di plastica, noi ci teniamo il nostro, quello scucito di cuoio, rotto e pesante.

Tenetevela pure la SuperLeague noi ci teniamo il Calcio.

Quello vero.

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