#STORIAQUINDICI

Amstel Gold Race, 18 aprile 2021, ultimi metri.

Van Aert Vs. Pidcock.

Una volata all’ultimo respiro.

Chi vincerà?

I commentatori sono increduli.

La volata viene rivista più volte al ralenti.

Le due ruote paiono superare insieme la sottile linea bianca dell’arrivo, i muscoli dei due atleti sono protesi in un colpo di reni senza fine.

Si cerca un fermo immagine. Insieme, i due copertoncini superano la linea.

Contemporaneamente.

I giudici d’arrivo controllano per minuti Il fotofinish.

Dopo una suspence incredibile arriva il verdetto, ha vinto Van Aert, per cinque millimetri, qualcuno scriverà per uno.

Questa vittoria ci riporta a tanti incredibili arrivi del passato, rimasti indelebilmente nella nostra memoria o a ricordi di filmati di tanto tempo fa.

1970

La Vuelta di Spagna, Frits Hogerheide è in fuga, da tanto, da più di tre ore.

Era partito a più di 100 km dall’arrivo.

E’ un gregario del più famoso e vincente Rick Van Looy, una vita a tirare le volate del suo capitano.

Ma quel giorno la ribalta è tutta per lui.

Per l’occhialuto e oscuro gregario olandese.

Ma dietro c’ è qualcuno che non molla, è Anatole Novak, l’ha inseguito nel caldo, negli ultimi chilometri, senza arrendersi mai.

Mancano cento metri all’arrivo, Frits stravolto dalla fatica, non si accorge dell’inseguitore e alza le braccia, esausto, dopo la lunghissima fuga, felice di cogliere finalmente una vittoria.

Non sarà così, per pochi centimetri il francese Novak lo precederà sul traguardo.

Una beffa atroce.

Nel 1972 i Mondiali di ciclismo si disputano a Gap in Francia, il percorso, piuttosto duro mette alla prova tutti i concorrenti.

Siamo nel chilometro finale è in fuga una maglia azzurra con il tricolore sul petto.

Dentro quel petto batte il “Cuore Matto” di Franco Bitossi, così soprannominato per le sue frequenti aritmie cardiache.

A 500 metri dal traguardo ha ancora 100 metri di vantaggio sul gruppetto degli inseguitori dove ci sono i migliori ciclisti in circolazione: Merckx, il francese Guimard, l’olandese Zoetemelk e il velocista italiano Marino Basso.

Arranca Franco in quell’ultimo falsopiano con una minima pendenza, però pare farcela, ne è quasi convinto anche il telecronista, l’inconfondibile Adriano De Zan.

Ad un centinaio di metri dal traguardo ha ancora trenta metri sul gruppetto inseguitore.

Ma dietro stanno arrivando a velocità doppia.

Un soffio, l’italiano Marino Basso lo passerà di mezza bicicletta.

Per l’Italia oro e argento ai mondiali, terzo il deluso francese Guimard e quarto il Cannibale Eddy Merckx.

I mondiali su strada di ciclismo sono stati sempre una croce ed una delizia per molti campioni delle due ruote, ne sa qualcosa il nostro Francesco Moser.

Nel 1976 i mondiali si disputano ad Ostuni, lo “SceriffoFrancesco è in forma smagliante.

Va in fuga con il belga Freddy Maertens, ma non ci sarà storia, troppo forte il belga in volata.

L’anno dopo la storia si ripete, siamo dall’altra parte del mondo in Venezuela a San Cristobal, le immagini che giungono in Italia sono a colori ma di bassa qualità, le riprese dall’elicottero sono difficili da decifrare.

Ma Checco Moser c’è, anche quest’anno è giunto in splendida forma all’appuntamento mondiale.

E’ di nuovo in fuga con il tedesco Didì Thurau. Questa volta la volata la vince lui, senza problemi.

Ma l’anno dopo si consuma il dramma.

Anche qui per pochi centimetri.

Cinque centimetri diranno le immagini.

Siamo in Germania nel circuito automobilistico del Nürburgring, l’olandese Raas lancia una fuga.

Rimangono per il terzo anno consecutivo ancora in due.

E Moser è ancora lì.

In fuga con lui c’è lo sconosciuto, e anche qui, occhialuto olandese Gerrie Knetemann,

pare affaticato, chiede all’italiano di non staccarlo di poter arrivare all’arrivo con lui.

Arriverà al traguardo, ma la sua ruota sarà davanti a quella di Moser, di pochissimo.

La maglia di Campione del Mondo su strada la vestirà l’olandese, per una questione di centimetri.

Centimetri che saranno fatali nel 2004 al fortissimo velocista tedesco Eric Zabel nella Classicissima, la Milano-Sanremo.

Lo spagnolo Oscar Freire lo passerà al fotofinish per 17, maledetti, centimetri.

A volte piccole unità di misura, pochi istanti posso separare i campioni dalla gioia e portarli nel più feroce sconforto.

Ieri all’Amstel Gold Race è successo questo, pochi millimetri hanno separato la vittoria dalla sconfitta.

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