BELLEZZA CULTURA CURIOSITA' MUSICA Senza categoria

I Gufi – di Danilo Ramirez

Danilo Ramirez racconta il gruppo comico musicale degli anni 60

I Gufi sono un gruppo musicale formatosi nel 1964 e sciolto nel 1969.

La caratteristica dei Gufi era la ricerca della comicità: le loro canzoni in lingua  o in dialetto consistevano in una esibizione anche recitativa e il risultato era esilarante.
I 4 componenti avevano caratteristiche diverse che si amalgamavano molto bene.
Nanni Svampa era un ottimo cantante della Milano dialettale, Lino Patruno un grande jazzista, Gianni Magni aveva capacità di mimo e Roberto Brivio autore di testi molto originali.
Bisogna dire che in quegli anni la scuola milanese della canzone e della comicità occupava un posto di rilievo nel panorama nazionale.
Dario Fo, Enzo Jannacci, Giorgio Gaber insieme ad altri artisti eccezionali con una produzione di qualità straordinaria.
Il luogo di elezione della comicità era il Derby, un locale nel quale ogni sera si esibivano artisti affermati e nomi nuovi. Questa comicità di battute recitate da un singolo o magari da una coppia (al Derby due nomi per tutti Cochi e Renato) veniva chiamata cabaret, termine mutuato da un tipo di spettacolo francese nato alla fine dell’800.
I Gufi scalarono rapidamente la strada del successo, la loro comicità surreale piacque subito e si aprì anche la strada della televisione che in quegli anni erano solo i due canali Rai.

Vorrei a questo punto esprimere un parere personale.
Era di sicuro una Rai blindata molto rigida e anche condizionata dalla censura ma il fatto di avere solo due canali televisivi per tutto il paese comportava una ricerca della produzione di qualità. Chi arrivava allo schermo doveva veramente essere bravo e chi, come il sottoscritto, ha visto quelle trasmissioni ricorda artisti straordinari.

I Gufi ci stavano sicuramente e ebbero il merito di portare sullo schermo anche argomenti scomodi.
Il dialetto permetteva loro di tradurre le canzoni non certo castigate di George Brassens o addirittura la vietatissima satira politica.
All’apice del successo nel 1969 nacquero alcuni contrasti all’interno del gruppo ed il più insofferente era Gianni Magni che volle e ottenne lo scioglimento.
Fu una delusione tra i numerosi ammiratori de I Gufi ma fu anche un errore, doppio direi.
Stava per essere lanciata una straordinaria stagione televisiva per la comicità surreale i cui capifila erano Paolo Villaggio e i già citati Cochi e Renato. Ci sarebbe stato ampio spazio anche per i Gufi ai quali le idee non mancavano di certo. Il secondo errore a mio parere fu il fatto che Gianni Magni da solo non arrivò mai al successo che aveva avuto con i Gufi.

Insomma di quei quattro strampalati con la calzamaglia nera ci sarebbe stato ancora bisogno per tanti anni.




Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: