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La scomparsa di Mauro Astrua – di Danilo Ramirez

Danilo Ramirez ricorda il grande allenatore biellese

Possiamo dire che la terra biellese ha dato grandi tecnici all’atletica italiana.

Uno di questi è sicuramente stato Mauro Astrua.
Originario di Graglia, Astrua si diplomò in educazione fisica presso l’Isef di Torino e si fermò nel capoluogo regionale come insegnante di scuola e anche nello stesso Isef.  

Dopo una breve carriera come saltatore Astrua iniziò molto presto quella di allenatore presso il Cus Torino.
Erano gli anni d’oro dell’atletica italiana, trainati da quei due fenomeni che furono Pietro Mennea e Sara Simeoni.
Ebbi la fortuna di viverli quegli anni prima a Biella e poi proprio a Torino dove mi allenai per 4 anni.
Difficile rendere l’entusiasmo, la carica motivazionale che spingeva in quel periodo atleti e allenatori.
Lo studio di metodologie di allenamento che arrivavano dall’estero, la produzione di teorie derivate da misure e tempi.
In quegli anni l’atletica italiana era all’avanguardia nel mondo e io avevo la fortuna di stare sul campo insieme a Locatelli, Gaudino, Astrua,  generazione straordinaria di allenatori.
Bisogna anche dire che la federazione aveva raggiunto un accordo molto favorevole con il ministero della pubblica istruzione. Gli insegnanti che erano di interesse federale come allenatori venivano sollevati dalla scuola, la federazione si accollava il pagamento dello stipendio ma la loro carriera di insegnanti proseguiva a tutti gli effetti. Non era cosa da poco, in pratica avevamo allenatori professionisti a tutti gli effetti.
E guarda caso i risultati arrivavano, eccome.
Da Torino la carriera di Mauro proseguì fino alla responsabilità del settore salto in alto federale.
Una vita sulle pedane.
Il mio ricordo personale è legato agli anni più belli della mia carriera, quelli giovanili.
Le gare nell’antistadio del comunale di Torino, i campionati italiani, Astrua fu il primo a congratularsi con me per il mio titolo junior sul campo di Verona.
E un ricordo molto intenso è la sua presenza in casa mia a parlare con mio padre per il passaggio al Cus Torino. Non ci sono più, tutti e due.
Sempre sorridente, non ricordo mai la sua voce alterata, calmo, elegante, un signore di altri tempi, lo scambio con lui era sempre piacevole e costruttivo, ne uscivi arricchito.
Grazie Mauro, avevi una dote e l’hai messa a disposizione di quei fortunati che hanno potuto usufruirne.
Restare nel ricordo per le cose buone fatte è una grande cosa e noi siamo in tanti a ricordarlo.

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