Un omaggio di Danilo Ramirez nel centenario della nascita

Cade in questi giorni il centenario della nascita di Nino Manfredi.
Provo a dare un mio piccolo tributo ad uno degli attori che hanno allietato la nostra vita rendendola degna di essere vissuta laddove solo l’arte e l’amore possono compiere questo miracolo.

La storia dello spettacolo considera Manfredi tra i cinque “moschettieri” della commedia all’italiana, uno dei momenti che inseriscono il nostro cinema nella storia mondiale di questa forma espressiva (l’altro è il neorealismo). Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Alberto Sordi e Marcello Mastroianni completano il pokerissimo, tutti nomi che ci fanno sorridere e sognare.

Laureato in giurisprudenza, diplomato all’accademia nazionale di arte drammatica, passiamo oltre la lunga gavetta teatrale di questo attore solidissimo che magari ricordiamo con una recitazione spontanea e dialettale quando invece arrivava da una preparazione intensa e precisa.

Televisione, pubblicità (chi non ricorda la sua promozione del caffè Lavazza), persino la musica leggera, Manfredi cantava benissimo e la sua versione di Tanto pe’ cantà nel 1970 lo collocò ai vertici delle classifiche di vendita.
Ma per noi Nino Manfredi rimane l’attore di oltre cento film tra i quali è difficile fare una scelta ristretta e quindi ci lasceremo portare dal sentimento.
Audace colpo dei soliti ignoti (1959 Nanni Loy), Crimen (1960 Mario Camerini), Il giudizio universale (1961 Vittorio De Sica), Operazione San Gennaro (1966 Dino Risi), Straziami ma di baci saziami (1968 Dino Risi), Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa (Ettore Scola 1968), Vedo nudo (Dino Risi 1969), Nell’anno del signore (Luigi Magni 1969), Pane e cioccolata (Franco Brusati 1974) Brutti, sporchi e cattivi (Ettore Scola 1976), tra i tanti.
Un elenco di film straordinari nel  periodo più bello della produzione italiana, quando ogni settimana potevi vedere un qualcosa di unico e io voglio dire che orgogliosamente ero in sala sempre.
Cito 4 film ai quali sono affezionato.
Italian Secret Service (1968 Luigi Comencini) , esilarante commedia di spionaggio con un gruppo di co-protagonisti fantastici, su tutti Gastone Moschin.
Crimen (1960 Mario Camerini) commedia degli equivoci camuffata da giallo poliziesco con un cast stellare.
Gli anni ruggenti (Luigi Zampa 1962), altra commedia degli equivoci che mette a nudo l’ipocrisia della società italiana durante il fascismo (ma potrebbe benissimo essere oggi).
E il mio adorato C’eravamo tanto amati (Ettore Scola 1974), l’affresco dei primi 30 della storia della repubblica italiana, struggente e implacabile. Un film che, alla Italo Calvino, non finirà mai di raccontarci la sua storia.
Grazie Nino Manfredi per quello che ci hai dato.

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