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Amedeo I di Savoia… Re di Spagna e una nobildonna di una casata biellese… Regina! – Le curiosità della storia di Ettore Antoniotti.

Un Savoia Re di Spagna ed una nobildonna di una casata di origine biellese Regina… ma che storia mi state raccontando?

Per capirne di più di questa vicenda, che avvenne nel 1870, dobbiamo tornare ancora più indietro nel tempo e più precisamente nel 1718.

Per anni in Europa si era combattuta quella che in molti a ragione avevano definito “la Prima vera guerra mondiale”: la Guerra di successione spagnola.

Avevamo già raccontato di questa guerra in un racconto, prendendo spunto dalle palle di cannone incastonate nei muri di Torino dopo l’assedio gallo-ispanico del 1706.

Il Piemonte, allora Ducato, guidato dalla “Volpe Savoiarda Vittorio Amedeo II” grazie alla sua alleanza con l’Impero Asburgico, l’Inghilterra, i Paesi Bassi, il Portogallo e la Danimarca uscì vittorioso (usando un accorto bilanciamento delle alleanze tra le potenze dell’epoca) dalla lunga e sanguinosa guerra.

Il Ducato divenne Regno, prima di Sicilia poi di Sardegna, con lo scambio avvenuto pochi anni più tardi delle due isole.

Tra le clausole di quel trattato di pace ce ne era però una che, nel 1870 (quindi pochi anni dopo l’unità d’Italia), uscì con tutta la sua dirompente importanza.

La clausola, del Trattato di Londra del 1718, era molto semplice, alla casata piemontese veniva confermato il titolo regio, la Sicilia era sostituita dalla Sardegna ed a compensazione di quest’ultimo punto (la Sicilia era ai tempi molto più ricca ed ambita della Sardegna) la casa regnante sabauda avrebbe potuto succedere in linea dinastica qualora si fosse estinta la dinastia dei Borbone in Spagna.

Questo punto del trattato era di poco conto nel 1718, ma nel 1870, no, non lo era per nulla.

Nel 1869 in Spagna la situazione è analoga a quella del 1700 nella penisola iberica.

Nel 1700 era morto senza eredi Carlo lo Stregato, ed era scoppiata la Guerra di successione spagnola.

Nel 1870 le Cortes spagnole, ricordando proprio la clausola del trattato stipulato un secolo e mezzo prima, nominarono Re di Spagna il secondogenito di Vittorio Emanuele II (primo Re d’Italia): Amedeo di Savoia.

Per capire perché le Cortes scelsero un Savoia come Re di Spagna e non le altre opzioni (Repubblica Federale, altri giovani e rampanti rampolli di diverse case dinastiche europee) bisogna un po’ ritornare al clima politico internazionale di quegli anni.

l’Italia, i Savoia, Garibaldi e gli altri protagonisti del Risorgimento italiano, erano divenuti, in Europa e nel Mondo, i protagonisti di quella rinascita dei popoli oppressi da potenze reazionarie straniere.

La nomina poi di un Savoia, di un italiano, quindi di un Re legato ad una nazione ancora giovane, era ben vista da molte superpotenze di allora (Regno Unito in primis) come fonte indubbia di equilibrio nello scacchiere europeo.

Le frizioni tra Francia e Prussia, che sfoceranno poi nella Guerra Franco-Prussiana, distolsero sicuramente l’interesse di questi due stati dalle faccende spagnole, favorendo così la nomina di Amedeo.

Così quasi senza colpo ferire, inaspettatamente, un Savoia, del ramo principale della famiglia sabauda, diventava Re.

Re di Spagna, uno dei titoli con più storia e fascino dell’intera Europa.

La moglie era Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna, erede di una delle più nobili ed antiche famiglie piemontesi, italiane e biellesi.

I dal Pozzo erano originari di Biella (ancor oggi nel borgo medioevale del Piazzo domina la piazza principale, Palazzo Cisterna o più precisamente Palazzo dal Pozzo della Cisterna), Maria Vittoria nei suoi titoli aveva ancora tanti ricordi delle terre biellesi, era infatti: Contessa di Viverone e di Ponderano, Signora di Salussola, Camburzano e Coggiola, ConSignora di Borriana, Castellengo e Magnano.

La sua famiglia dal ‘500 in poi divenne famosa per un incondizionato amore per l’arte e la cultura in genere.

Nel Palazzo Cisterna di Torino (una delle sedi storiche di famiglia con gli omonimi palazzi di Biella ed Alessandria) trovarono posto capolavori di Raffaello, Caravaggio, del Guercino e di tanti altri grandissimi artisti di quei secoli

Suo padre, Carlo Emanuele dal Pozzo della Cisterna, fu sicuramente uno dei protagonisti della rinascita delle idee patriotiche italiane, fortissimo sostenitore della monarchia costituzionale, fu esiliato dai Savoia, ciononostante sua figlia, erede di tutta la casata, Maria Vittoria, divenne la consorte del secondo genito di Vittorio Emanuele II, Re d’Italia, oramai anch’esso convertito ai dettami della monarchia costituzionale con lo “Statuto Albertino” promulgato dal padre Carlo Alberto.

Fu nel periodo di persecuzione sabauda, nella prima metà del 1800, che Palazzo Cisterna a Biella fu venduto e spogliato dei suoi arredi e divenne sede degli opifici Boglietti.

Quindi a ragione si può affermare che una casata di origine biellese era sul trono di Spagna!

Ma il regno per il giovane Amedeo e per la nuova Regina Maria Vittoria non fu facile.

Per nulla.

El Rey Caballero (Il Re Cavaliere)” o “El Electo” come venne soprannominato Amedeo I, trovò in Spagna una situazione esplosiva: crisi economica, La Guerra di Cuba, le continue e sanguinose rivolte “carliste” (guerre per la successione dinastica che insanguinarono la Spagna per circa quarant’anni).

Troppo giovane (venticinquenne), e poco avvezzo alle problematiche di una nazione e di un popolo che non sentiva suo, dopo soli due anni “il Re Cavaliere” abdicò, tornò in Italia dove fu reintegrato in tutti i suoi titoli dando così origine al ramo cadetto dei Duchi d’Aosta.

Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna, anche lei molto distante dalle diatribe politiche spagnole, fu ricordata per il suo animo estremamente sensibile e per le sue opere di carità.

La nobildonna d’origine biellese, sulla sua tomba, nella Basilica di Superga, porta ancora i ricordi di queste nobili gesta, c’è una scritta che recita così: «En prueba de respetuoso cariño a la memoria de doña María Victoria, las lavanderas de Madrid, Barcelona, Valencia, Alicante, Tarragona, a tan virtuosa señora».

Scritta che rammenta le tante opere di carattere sociale compiute dalla Regina nella penisola iberica e dell’affettuoso ricordo rimasto nelle umili popolane spagnole.

Questa è la storia, forse poco nota, di un Savoia divenuto Re di Spagna e di una nobile, gentile e compassionevole, di una casata originaria del biellese, divenuta, suo malgrado, Regina.

CuriositàUNO:

Il noto Ospedale “Maria Vittoria” di Torino è proprio dedicato all’ex Regina a ricordo delle sue opere caritatevoli.

CuriositàDUE:

Nel 2014 in Spagna uscì un film dedicato al breve regno di Amedeo e Maria Vittoria, dal titolo “Stella cadente”.

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