storie di sport di Danilo Ramirez

Lo sport ci ha abituato a imprese eccezionali, a volte uniche.
E’ il caso del saltatore in lungo tedesco Sebastian Bayer durante i campionati europei indoor che si tennero a Torino nel 2009.
Fu una manifestazione molto bella, organizzata dalla federazione italiana che volle utilizzare il palazzetto del Lingotto che era stato rinnovato per le olimpiadi invernali del 2006.
Una occasione che purtroppo non venne più sfruttata perché la pista indoor venne poi smontata e mai più messa in uso lasciando l’Italia nord occidentale senza un impianto adatto alle gare indoor di alto livello. Peccato.
Ma torniamo a Bayer che si presentò alla gara con ottime credenziali ma non certo come favorito assoluto. L’8 marzo del 2009 era il suo giorno, con un 8,29 al primo salto mise in tasca la medaglia d’oro, ed era già il suo record personale. Probabilmente l’atleta capì di trovarsi in condizioni eccezionali, cominciò a forzare i salti commettendo tutti nulli ma all’ultima prova ecco il salto della vita, un incredibile 8,71.
Per comprendere il valore di questa misura si deve sapere che è la seconda misura di tutti i tempi al coperto, con davanti solo sua maestà Carl Lewis, record mondiale neanche tanto lontano a 8,79.
Naturalmente record europeo e seconda misura di tutti i tempi in Europa dietro all 8,86 di Emmijan, stabilito all’aperto e in altura.
La carriera di Bayer proseguì più che dignitosamente con altri due titoli europei, la finale alle olimpiadi di Londra 2012 e la partecipazione ai mondiali di Daegu 2011 e Mosca 2013 ma le sue misure sono rimaste molto al di sotto di quello strepitoso 8,71, solo altre quattro volte infatti ha superato gli 8,17.
Come si può spiegare una simile performance?
Accade, chi scrive è stato saltatore in lungo per molti anni, si sa che ci sono momenti di straordinaria forma mentale e fisica, momenti nei quali tutto riesce facile, la rincorsa è perfetta, i piedi rispondono, ti senti volare senza alcuna fatica. Ed è proprio la concomitanza di tutte queste situazioni che è rara, ma quando accade….
Del resto è esattamente la stessa situazione che portò Bob Beamon a stabilire l’incredibile salto di 8,90 a Città del Messico 1968. Con una differenza: Beamon fu aiutato dalle condizioni atmosferiche e dalla rarefazione dell’aria, Bayer si è trovato in una sala chiusa al livello del mare, niente vento o minor gravità e forse la sua prestazione è ancora più sorprendente.
Un piccolo rammarico riguarda il fatto che riuscii a portare i miei allievi di scuola a vedere la prima giornata di questi europei e fu una esperienza bellissima, peccato che il salto di Bayer avvenne il giorno dopo.

Rispondi