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Il Meme Egoista – di Francesco Ramirez

Origine e reale significato del meme

Anni orsono lessi un libro intitolato “The Selfish Gene”. Era un libro particolare, che trattava un argomento che ho sempre trovato affascinante, ma anche abbastanza ostico da approfondire. Nel suddetto, oltre al tema principale, trovai anche un termine che mi stupì: si trattava, nello specifico, della parola Meme.

A suo tempo avevo già sentito parlare di questo vocabolo, ma non nel senso in cui veniva inteso dall’autore. Fui colto, quindi, da improvvisa curiosità e andai immediatamente a controllare cosa fosse nato prima: se la definizione che io davo per scontata, oppure quella dell’autore. Col senno di poi sembra quasi inutile dirlo: naturalmente il concetto stesso era nato proprio in quello specifico libro.

L’ideatore, Richard Dawkins, aveva definito dunque il Meme ricavandolo da un elemento biologico, il gene, e lo aveva indicato come un’unità auto-propagantesi di evoluzione culturale. O, in parole più povere, un’idea che si propaga nella cultura di massa e diventa improvvisamente famosa. Essa si moltiplicherà per lo più tramite imitazione e, infatti, deriva dalla parola greca μίμημα (mimema), la quale significa, appunto, “imitazione”.

Questo concetto, però, non è noto alle persone moderne in tale forma, più complessa. Esso è stato, purtroppo, preso da internet e bastardizzato, rivitalizzato ma allo stesso tempo trasformato in qualcosa di grottesco, in un processo molto simile a quello del mostro di Frankenstein.

Per tutte le persone che “vivono” l’internet, anche solo in modo non eccessivamente attivo, ma cosciente, il meme è una battuta cretina che si diffonde tramite social network. Da differenziare rispetto al Meme originale, questi sono i cosiddetti “memi di internet”; anche se, a onor del vero, la distinzione non viene mai fatta, in quanto la maggioranza delle persone non è a conoscenza dell’esistenza del Meme vero e proprio.

Ma, visto che meritano anche un nome diverso, in cosa differiscono effettivamente i memi di internet? È presto detto: anche questi sono un’idea, stile o azione che si propaga, spesso per imitazione, diventando improvvisamente famosa. Il loro mezzo di diffusione è ovviamente il web, principalmente uno dei numerosi social network. Ma, a differenza dei Memi classici, essi vengono modificati direttamente dalla creatività umana e non sono quindi soggetti ad un procedimento analogo alla selezione naturale. Inoltre essi lasciano un’impronta nei media attraverso i quali si diffondono, il che li rende sia tracciabili che analizzabili.

Un ultimo fattore, che secondo me li differenzia in modo fondamentale, è che essi sono sempre e solo a contenuto umoristico leggero. O almeno, quelli che si diffondono lo sono. La loro diffusione, infatti, è dovuta quasi solo a goliardia e non a un desiderio di divulgare informazione. E, di conseguenza, per lo più essi sono totalmente privi di contenuto. Sono un’enorme bolla d’aria che priva l’internet di una forma di comunicazione costruttiva. Sono, a tutti gli effetti, l’equivalente di un peto in un cinepanettone di Natale: è divertente solo in senso puerile, non richiede alcuna forma di pensiero per essere compreso o creato e, alla fine dei conti, non lascia niente a chi lo vede.

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