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Cena in casa di Levi – di Danilo Ramirez

Una breve descrizione del quadro del Veronese

Cena in casa di Levi (alle Gallerie dell’accademia di Venezia) è uno dei miei dipinti preferiti. La sua maestosità (13 metri per 5,5) è pari alla sua genialità. E non si può apprezzare il quadro senza conoscerne la storia che ne è parte integrante. Il dipinto fu commissionato da un ordine religioso e doveva essere un’ultima cena. Ma il Veronese si prese tali libertà che intervenne l’Inquisizione a chiedergliene motivo. E le sue spiegazioni furono pari al suo genio. “Io dipingo un quadro e se ci sono degli spazi li riempio”.

“Noi pittori ci prendiamo le licenze che si prendono poeti e matti”. Ma l’Inquisizione logicamente non accetto queste affermazioni troppo intelligenti, allora il Veronese, per non intervenire sul dipinto gli cambiò nome. Non può essere un’ultima cena? Si chiamerà Cena in casa di Levi.


E così noi lo possiamo ammirare quasi 500 anni dopo, con la sua accozzaglia di personaggi tra i quali c’è pure un commensale che si pulisce i denti con una forchetta…e molti altri strampalati.

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