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Bolle e Dato, la danza mondiale parla con accento Piemontese. (articolo e video) – di Andrea Guasco.

Come recitava una celebre rubrica de ‘la settimana enigmistica’ : forse non tutti sanno che…

Forse non tutti sanno che i due massimi esponenti della danza mondiale sono Piemontesi. Entrambi protagonisti del capodanno del mondo dello spettacolo frustrato nells ua attività dalle norme sanitarie ancora in vigore: il celebrato casalese Roberto Bolle è torna per il quarto anno consecutivo  con “Danza con me”. Uno spettacolo che il nostro conterraneo ha ‘definito capace di andare al cuore della danza “facendosi film”’ Special guest della serata è stato Vasco Rossi, prota.gonista assoluto con la presentazione del suo nuovo brano, “Una canzone d’amore buttata via”. Bolle e Vasco insieme, il Diavolo e l’Acqua Santa, danza classica e rock, un connubio che per Vasco Rossi è “sesso sublimato“ hanno realizzato una delle più toccanti performance degli ultimi tempi,

Meno conosciuto, ma altrettanto sulla cresta dell’onda il biellese Davide Dato, classe 1990, primo ballerino del Balletto di Stato dell’Opera di Vienna , città dalla quale è andato in onda in quasi 200 paesi nel mondo il celebre concerto di capodanno. Davide ha Iniziato lo studio della danza nella scuola Biellese “Mania Danza” diretta da Debora Padovan e Matteo Pappalettera cosí come da Art’é diretta da Claudia Squintone insieme alla sorella Greta Dato.

I due fratelli diventano presto campioni Italiani in danze caraibiche cosí come nell’ Hip Hop. Dopo un inizio focalizzato sulle danze moderne Davide si innamora della danza classica che lo porta prima a Milano e poi a Vienna dove la sua carriera spicca il volo, mentre la sorella Greta è oggi solista allo Stadttheater di Wiesbaden in Germania .

La vera potenza del concerto di capodanno é che viene trasmesso in tutto il mondo e la grande musica é in grado di raggiungere il grande pubblico che si affeziona ad esso diventando un appuntamento imperdibile di tradizione e quindi parte integrante della cultura nei vari paesi anche se molto diversi tra loro: la prova che l’arte riesca a riunirci tutti e che é parte indispensabile di noi umani.

Insomma un piccolo, grande orgoglio piemontese .

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