ATTUALITA' CRONACA PIEMONTE

Il nuovo modello FCA sarà la ‘FIAT-MASCHERINA’ … – di Andrea Guasco

Sede fiscale in Regno Unito, quella legale in Olanda, eppure FCA è riuscita a ottenere in tarda estate 2020 un prestito da 6,3 miliardi di euro da Banca Intesa garantiti dallo Stato Italiano. Così, tanto per ringraziare, i vertici dell’azienda hanno deciso di spostare la produzione della Punto in Polonia, dove già vengono prodotte alcune vetture di PSA (comprendente, tra gli altri, i marchi Peugeot, Citroën e Opel) il gruppo francese con il quale si fonderà grazie anche ai soldi di quel prestito.

In questo modo FCA continua sull’atteggiamento sempre avuto dalla Fiat, il cui fallimento nei decenni scorsi è stato spesso evitato grazie agli aiuti di Stato. Il lupo perde il pelo ma non il vizio, e allora ecco che la famiglia Agnelli (che ironia della sorte avere proprio questo cognome quando in realtà,appunto, si è dei lupi famelici ) continua indisturbata, anzi quasi incoraggiata, a prendere tutto ciò che vuole senza dare nulla in cambio.

Mentre il governo francese si impone, disponendo la condizione di avere voce in capitolo in seno a Stellantis, il gruppo che nascerà dalla fusione di FCA e PSA, quello italiano non è riuscito neanche ad ottenere che almeno un nuovo modello venisse prodotto nei confini nazionali.

L’Italia dunque non chiede neanche le briciole, ma aspetta che queste vengano concesse dalla magnanimità dei rapaci Agnelli, abituati a prendere, non a dare. La Fiat, che non paga quindi buona parte delle tasse in Italia con l’escamotage della sede in Olanda, dal 2005 al 2011 è riuscito a ottenere 551,5 milioni dalle casse degli enti pubblici italiani. Sì, avete capito bene, oltre mezzo miliardo di euro grazie ai quali la famiglia Agnelli è riuscita ulteriormente a espandere il proprio impero privato.

Un eloquente riassunto di quegli anni è al link : https://www.startmag.it/economia/fiat-fca-marchionne-stato/

Insomma, risulta proprio difficile pensare che tra FCA Elkann/Agnelli e lo Stato italiano corra cattivo sangue ed anzi, sembra che ci sia molta disponibilità reciproca nel combattere anche l’epidemia da Coronavirus, insieme.

Infatti FCA è, grazie all’accordo con il commissario straordinario Domenico Arcuri, il rpincipale fornitore di mascherine per lo Stato Italiano : solo per le scuole sono circa 11 milioni le mascherine chirurgiche che quotidianamente sono fornite e fatte indossare agli alunni dalla FCA Italy Spa ed ecco perché, pur non essendo l’unico fornitore ufficiale di mascherine dello stato italiano, ne è di fatto diventato il principale partner.

Le mascherine, oltretutto hanno incominciato ad essere smistate anche nelle scuole proprio nel periodo in cui, con il DPCM di Ottobre , è stato deciso da parte del governo nazionale e dei governi regionali l’obbligo di indossarle anche all’aperto, consigliando di portarle anche in casa durante le visite da parte di familiari e amici non conviventi.

Tutto lecito e legale, beninteso, ma abbastanza inopportuno da parte del governo con la connivenza del silenzio sulle due cose (prestito in Italia con sede in Olanda e contratto mascherine) dell’opposizione.

L’unico a sollevare qualche dubbio è stato Gianluigi Paragone (fondatore di Italexit), nel suo intervento del 12 ottobre in aula, ha puntato il dito contro il governo e Fca: “A chi servono queste mascherine? Va fatta chiarezza anche nel rispetto degli italiani che le hanno pagate, servono alla multi-nazionale Fca auto che ormai fa anche le mascherine, così si prende un altro po’ di soldi pubblici? Una specie di ritorno all’antico che fa sempre piacere in casa Fiat, oppure servono al governo che così ha una bella copertura mediatica da parte degli editori della famiglia Elkann?“.

E in effetti leggendo il quotidiano di Torino ‘La Stampa’ di questi giorni che continua a seminare terrore quando i dati, soprattutto in Piemonte, sono molto buoni e migliorativi da 20 giorni sembrerebbe palese lo spalleggiamento alla strategia del terrore del governo.

Ah, peraltro,  oggi il quotidiano di Torino ha nella sua versione on line l’intervista il presidente del Consiglio Giuseppe Conte  fatta dal suo direttore, nell’ambito della tappa finale del tour L’Alfabeto del futuro, l’iniziativa organizzata dal quotidiano torinese e che ha toccato tutte le città dove hanno sede i giornali del gruppo GNN.

Naturalmente è un caso.

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