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Il trionfo dell’ignoranza – di Danilo Ramirez

di Danilo Ramirez

L’amico Marco Berchi riporta un interessante articolo sulla chiusura dei musei https://www.ilsussidiario.net/editoriale/2020/12/4/se-i-ragionieri-hanno-chiuso-anche-i-musei/2101148/?fbclid=IwAR2JbJrdwh8wkdPTessqkwgeRjMWNU5XIFfdA0_fsp4MVjNRP5b_isFUPZ8 .
La mortificazione della cultura è purtroppo una costante dei politici che governano l’Italia da troppi anni.


Non ricordo di avere mai sentito un ministro dire: ho letto questo libro, sono andato a questo concerto, ho visitato questo sito. Non ricordo di averli mai sentiti dire: ho fatto questa cosa per il piacere di farla.
E forse qui sta il motivo del loro accanimento nei confronti della popolazione dall’inizio dell’epidemia: non sanno cosa vuol dire avere una passione che abbia come unico obiettivo lo stare bene, con se stessi e con altri. Il loro fare politica è una malattia, l’ossessione del potere, e di conseguenza l’odio e la persecuzione nei confronti di chi vive serenamente con le più semplici attività dell’esistenza:  amare i propri cari, fare un viaggio, una vacanza, visitare un museo.
Nel 2015 erano censiti in Italia 4976 musei, tanto per fare un paragone la Spagna ne contava 1522 e la Francia 1199. E’ impressionante l’offerta artistica del nostro paese, di gran lunga la più alta al mondo, oltre che per numero anche per qualità.

Chi scrive è un grande fruitore dell’arte italiana.

Ho sempre adorato la caratteristica che distingue i musei italiani da quelli del resto del mondo.
Nei nostri principali musei non ci sono opere di autori stranieri,  a noi italiani bastano i nostri per riempire le sale e addirittura c’è abbondanza, gli spazi sono inferiori al patrimonio artistico al punto tale che molte opere fanno turnazione, un po’ sono esposte e poi vengono cambiate.
Il museo che fa il maggior incasso al mondo è il Louvre ma le sue sale più visitate sono proprio quelle delle opere italiane e io non li ho mai biasimati per questo (le aveva prese quasi tutte Napoleone durante la sua campagna in Italia 1796-1797, tutte tranne la Gioconda, quella è loro), ho sempre visto che ne hanno un rispetto decisamente maggiore di quello che abbiamo noi italiani.

Mi sono recato all’Accademia di Brera nel mese di ottobre proprio per vedere come era la situazione covid. Impeccabile: ho dovuto prenotare la visita, mi è stato assegnato un orario di entrata e anche uno di uscita, all’interno eravamo pochi per sala, tutto perfetto.
Lo dico chiaramente: chiudere i musei per epidemia è un insulto alla storia del nostro paese.
Un insulto alla nostra cultura plurimillenaria, un insulto all’intelligenza umana.
Non esiste nessun pericolo di contagio, c’è un pericolo solo: il trionfo dell’ignoranza.
E soprattutto della stupidità perché i musei rappresentano anche un incasso non indifferente, rappresentano posti di lavoro, rappresentano un indotto di turismo considerevole.

Ma di cosa sto parlando, di logica, di buon senso, di bellezza.

Concetti che sono assenti dalla classe politica dirigente attuale.

Aprite i musei e magari andate a farci un giro dentro, non capirete nulla ma vi assicuro che la bellezza è contagiosa.

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