“Non smettete mai di protestare; non smettete mai di dissentire, di porvi domande, di mettere in discussione l’autorità, i luoghi comuni, i dogmi. Non esiste la verità assoluta. Siate voci fuori dal coro. Siate il peso che inclina il piano. Siate sempre in disaccordo perché il dissenso è un’arma. Siate sempre informati e non chiudetevi alla conoscenza perché anche il sapere è un’arma. Forse non cambierete il mondo, ma avrete contribuito a inclinare il piano nella vostra direzione e avrete reso la vostra vita degna di essere raccontata. Un uomo che non dissente è un seme che non crescerà mai.”

Bertrand Russell

Queste parole del filosofo inglese meritano una serie di considerazioni

Il mondo è andato avanti non certo grazie agli yesmen, ai viscidi servili, alle persone che chinavano la testa di fronte al signorotto di turno. Mantenere lo status quo, conservare tutto immobile è la condizione per vivere nelle sabbie mobili.
La frase che ho detestato maggiormente nella mia vita è “abbiamo sempre fatto così”.
Quando qualcuno risponde in questo modo a una vostra proposta di innovazione sapete di avere a che fare con un dinosauro.

Mi si perdonerà l’aspetto decisamente personale di questo articolo ma i concetti di Russell hanno permeato la mia vita ed anche la mia modalità didattico-educativa.
Ho sempre detto ai miei allievi “nel dubbio contestate”. Non può esistere una scuola che insegni a ubbidire, ad accettare passivamente. La scuola deve sviluppare il senso critico, la capacità di scelta e questa strada non è indolore. Ogni generazione di giovani ha rifiutato la generazione che la precedeva. E’ nella natura dell’esistenza umana che un figlio arrivi ad avere profondi attriti con i genitori.
La parabola della vita potrebbe riassumersi in un equilibrio iniziale che successivamente viene stravolto per portare a un nuovo equilibrio finale. Ci siamo passati tutti.


Il destino di coloro che hanno cambiato il mondo è spesso stato duro e aspro.
Come diceva Schopenauer, altro filosofo, “Chi ha giuste intuizioni in mezzo a cervelli confusi si trova come  una persona che abbia un orologio che funziona in una città dove tutti i campanili hanno orologi che vanno male. Lui solo conosce l’ora esatta, ma a che gli giova  se tutti si regolano secondo gli orologi della città che indicano l’ora sbagliata.”
Forse nel momento più buio della storia italiana dal dopoguerra è importante che le voci del dissenso siano vive e attive.

Quando i principi fondamentali della democrazia sono sospesi solo il dissenso può risvegliare le coscienze.
d.r.


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