#Iostoconlamaestra è questo l’hashtag con cui si stanno diffondendo in rete post di solidarietà per la maestra di asilo torinese che è stata licenziata dopo che il fidanzato aveva diffuso in rete le sue immagini intime.

Le immmagini erano state realizzate per essere inviate al fidanzato che le aveva condivise in una chat di amici.

La dirigente scolastica, quando è stata portata a conoscenza del caso, ha proceduto al licenziamento della maestra.

“Uccisa dentro”. Così si è sentita, quando la sua fiducia è stata tradita.

Questo ha dichiarato la maestra a ‘La Repubblica’ : “Il giudizio di chi ti vuole far sentire sporco, il tradimento e tutti quelli che vogliono, ad ogni costo, il tuo silenzio… ti uccide dentro”.

Senza lavoro, denigrata ed abbandonata. Un hastag e alcune foto non serviranno a ridare una vita normale alla ragazza, ma un po’ di solidarietà, finalmente, ce l’ha.

Chi scrive si pone solo una domanda : ma la preside dell’asilo che ha spinto alle dimissioni la maestra non avrebbe dovuto denunciare i genitori spioni per diffamazione?

Ovvero : se una ragazza manda delle foto intime al suo fidanzato che colpa ha?

Ma soprattutto : se la maestra fosse stata un maschio, un maestro, sarebbe successo tutto questo casino?

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