La Gazzetta Ufficiale pubblica il decreto con il quale il Ministero dello Sviluppo economico disciplina lo stanziamento di 50 milioni di euro previsto dal “Fondo emergenze emittenti locali”.
E’ un contributo straordinario a favore delle emittenti radiotelevisive locali che si impegnano a trasmettere messaggi di comunicazione istituzionale riguardanti l’emergenza Covid.


Forse qualcuno si chiede come sia possibile che ancora oggi siano operative queste emittenti che, se negli anni del boom dell’emittenza privata (anni 80) erano molto popolari e ben finanziate da introiti pubblicitari, oggi sono rivolte ad un pubblico estraneo ad internet o, al limite, in grado di incidere sull’opinione solo se inserite anche sul web.

Ebbene esiste il Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione che rappresenta la principale fonte di finanziamento dell’emittenza locale , stiamo parlando di centinaia di milioni di euro che vengono assegnati a radio e tv locali secondo una serie di requisiti stabiliti dai d.p.r dedicati all’argomento.

Ma torniamo allo stanziamento straordinario.

Ce ne era davvero bisogno?

Lo stato è già di fatto l’editore dell’emittenza privata, in più eroga altri soldi a seguito dell’emergenza, io radio o tv posso informare liberamente o devo attenermi alla linea del governo?
Credo che si tratti di domande lecite alle quali Il Giusto Peso non sta dando una risposta ma nella linea editoriale totalmente indipendente ( e rischiosa) che ha scelto, si ritiene libero di poter fare.

D.R. – A.G.

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