Sarà la presenza in cima alla classifica, noi milanisti non siamo più abituati, sarà la voglia spocchiosa di condannare lo sport pedatorio perché retaggio dei ricchi campioni viziati (ma in tutti gli altri paesi mantiene il suo connotato popolare mentre solo in Italia viene considerato elitario) ma non c’è giorno o settimana in cui vi siano inchieste, discussioni e trasmissioni dedicate a tutto quello che ruota intorno al futsal, meglio se il Milan, anche se non c’è più il pater familias Berlusconi.

E se si può bypassare il gioco dei presunti o conclamati torti arbitrali – var compreso; la discussione si trascina anche in altri appetitosi contorni: da quelle più pruriginose modello wags a quelle stucchevoli sanitarie (mi sapete dire per cortesia dove giocano le ASL?) alle inquietanti inchieste finanziarie. Il nuovo modello d’inchiesta radical chic incoccia la finanza nuda e pura. E così ci troviamo con società che negano i rimborsi truffando gli ignari tifosi, ma parlando solo di AcMilan non è così, per finire ai soldi degli stipendi, alle agevolazioni finanziarie per acquisire le prestazioni dei giocatori per finire alla contabilità spiccia.

Report, che una volta era una trasmissione seria di inchiesta, ormai sta veleggiando alla ricerca di improbabili scoop alla ricerca del politically correct o per meglio dire di aumento share toccando argomenti che hanno presa comune. E così scopriamo nella preview che il Milan è gestito da un fondo internazionale (ma dai davvero ???) e che ha persino sede in Lussemburgo (ma veramente dai non ci credo) e che all’interno della società ci sono intermediatori finanziari che hanno contatti con esponenti di major legati alla moda e ad altri settori (sbalorditivo). Mi immagino queste inchieste in cui il si dice e non dice la fa da padrone, in cui probabilmente si spacciano verità sopraffine.

Non c’è curiosità sinceramente, al sottoscritto interessano di più i contrasti sotto rete che non gli F24 di Eliott, e la paura di guardare trasmissioni del genere è di fornire audience a un programma. Godiamoci lo spettacolo calcistico, arrabbiamoci per un risultato e un palo o una traversa, ma per cortesia fermiamoci li. A tutti gli effetti le società di calcio sono imprese e per un Lukaku o Ibra che guadagnano soldi a palate ci sono tante persone che vivono e lavorano per questa realtà, un po’ di rispetto per il loro lavoro no ?  

2 pensiero su “L’unica azione che mi piace è su un campo da football – di Beppe Rasolo”

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