All’intervista in video al Sindaco di Biella, realizzata da Andrea Guasco , era presente anche il direttore de IL GIUSTO PESO, Danilo Ramirez che si è riservato un paio di domande .
Il tema riguarda due motivi cari all’ex professore di educazione fisica dell’ITIS di Biella, nonché attuale allenatore di atletica. L’attività motoria in generale e l’attività sportiva, due possibilità che l’ultimo decreto governativo, nonostante le forti restrizioni, consente in tutte le zone d’Italia, anche in quelle rosse.


La seconda domanda soprattutto evidenzia una carenza nel decreto che consente l’attività sportiva individuale ma chiude i centri sportivi cittadini. In conseguenza lo stadio Lamarmora deve restare chiuso ma al suo interno è collocata la pista di atletica. E si tratta di una contraddizione apparentemente semplice da risolvere (gli atleti entrano e si allenano a porte chiuse) di fatto molto difficile da risolvere: se la struttura deve restare chiusa nessuno può entrarci.

Bisogna ricordare che a Biella si allenano molti atleti che devono preparare importanti gare a livello nazionale e la chiusura dell’impianto mette in difficoltà la loro preparazione; il problema può apparire secondario di fronte ad altri più importanti e anche drammatici ma evidenzia una delle mille carenze contenute nei decreti governativi: il divieto di attività che non rappresentano nessun pericolo di contagio e in questo caso il paradosso di una attività non vietata ma che ugualmente non si può effettuare. Vediamo come ha risposto il sindaco Corradino.

Sport e salute è una società governativa che il 10 novembre ha stipulato un accordo con l’ANCI (Associazione nazionale comuni italiani) , tra l’altro in questo accordo rappresentata dal deputato biellese Roberto Pella per avviare le palestre aperte nei comuni italiani, cioè mettere a disposizione degli spazi, facilmentre giardini e parchi, nei quali la popolazione possa svolgere attività motoria e ginnica in sicurezza, chiedo al sindaco come pensa di porsi il comune di Biella nei confronti di questa iniziativa

Corradino: Dato che Roberto Pella è della zona abbiamo saputo presto di questo accordo e Il nostro assessore allo sport Giacomo Moscarola si è messo in contatto già ieri col parlamentare, del resto sapevo che l’accordo era in preparazione perché sono vicepresidente regionale dell’ANCI, a questo punto dobbiamo aspettare il bando e parteciperemo immediatamente. La città ha molti spazi adatti, vogliamo mettere le strutture a disposizione di tutti perché sappiamo che l’attività motoria fa bene alle persone e soprattutto in un momento come questo è importante rinforzare le difese del corpo dal virus.


Le propongo ora un tema che mi tocca direttamente come ex atleta e allenatore. L’attività sportiva è consentita in forma individuale anche in zona rossa quale noi siamo, ma per chi fa atletica lo stadio di Biella è chiuso in quanto considerato centro sportivo. Allora come si può risolvere la contraddizione di una attività consentita ma che si può fare solo in una struttura che da decreto deve restare chiusa?

Corradino : Il fatto è che lo stadio ricade in quelle strutture che in zona rossa non possono stare aperte. La contraddizione è contenuta nel decreto. Scrivendoli in fretta cadono in questi piccoli errori, probabilmente era meglio mantenere quelli iniziali e fare delle modifiche senza rifarli ogni volta. Spiace dirlo ma forse in questo caso sono le federazioni che devono farsi sentire perché diventa anche un problema politico, in ogni caso cercheremo con l’assessore e i funzionari di facilitare lo svolgimento dell’attività, faremo quello che è nelle nostre possibilità e nel rispetto delle norme.

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