#STORIANOVE – seconda parte

Nei Tour precedenti Gastone Nencini ha ottenuto ottimi piazzamenti, ha già vinto il Giro nel 1957 e nel 1960 aveva portato a casa un ottimo secondo posto nella corsa rosa.

Fuorigiuoco Anglade, Baldini e i belgi, assenti Anquetil, Bahamontes e Gaul, il Tour è diventato una partita a due, tra Nencini e Rivière, tra “Il Leone del Mugello” e l’astro nascente francese.

Il transalpino è a soli 1’38” dall’italiano, e sa che la cronometro finale, lunghissima, gli potrà dare un sicuro vantaggio, almeno 4’ secondo molti tecnici.

Roger non deve più perdere terreno.

Gastone sa che deve attaccare, sempre, dovunque, senza tregua.

Deve attaccare per aumentare il suo esiguo vantaggio e difendere la maglia gialla nella prova contro il tempo finale.

E lo fa.

Discesa del Col du Perjuet: Il Leone del Mugello si tuffa a rotta di collo, nei tornanti in discesa è imbattibile, senza paura, dotato di una tecnica incredibile, guadagna secondi su secondi sul francese.

Roger è bravo in discesa.

Ma non come il toscano.

Una curva. Un muretto basso. Un dirupo.

Venti metri più in basso c’è il corpo riverso di Rivière.

A soli 23 anni la carriera di un grandissimo Campione è spezzata, come le sue due vertebre.

Il responso dei medici è spietato, passerà tutta la sua vita su una carrozzina.

Il Tour verrà dominato dagli italiani, primo Nencini, secondo Battistini.

A Parigi, GastoneIl Leone” si ricorderà del suo sfortunatissimo rivale e manderà un mazzo di fiori nel letto di ospedale del francese.

Altri gesti, altri tempi, altri Campioni.

Una carriera breve dunque, tragica, il Campione dopo il ritiro aprirà un ristorante, lo chiamerà “il Vigorelli” in ricordo dei momenti più belli della sua bellissima e sfortunata carriera.

1957, Milano, velodromo Vigorelli, 18 settembre.

Un francese, giovanissimo, 21 anni si appresta a sfidare il Record dell’Ora.

Il suo nome è Rivière, Roger Rivière.

46,923 Km/h viene battuto il record di Ercole Baldini che a sua volta aveva battuto il Record di Jaques Anquetil, due record che parevano destinati a durare nel tempo.

Invece arrivò lui, Roger e li spazzò via, come una folata di vento.

Un anno dopo, il 23 settembre 1958, a 22 anni è di nuovo lì, sul magico legno della pista milanese, dove anche il Campionissimo Fausto Coppi aveva battuto il record nel 1942, in piena Seconda guerra mondiale.

Ed è ancora Record dell’Ora, 47,347 km.

Invertendo il fattore tempo, in un testa-coda del cuore, vogliamo ricordare la felicità di quei primi anni, i momenti delle vittorie e dei record, dimenticandoci del suo destino.

Ricorderemo il suo record che durerà tantissimo, nove anni, a differenza della breve e tragica carriera di un grandissimo e sfortunato Campione.

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