IO SO’ IO E VOI NUN SIETE UN C……O

Che cosa inquieta di più in questa realizzazione della peggior distopia immaginabile?
Quel qualcosa che era stato anticipato da Huxley, Orwell, Bradbury nei loro romanzi o Fritz Lang nel suo Metropolis, e che noi credevamo confinato alla finzione per l’orrore che ne derivava.

Il disprezzo di chi detiene il potere.

Qui non si tratta di una malattia, inutile richiamare gli scenari della famosa spagnola. La scienza medica attuale non è neanche più paragonabile a quella di 100 anni fa.Il sistema sanitario è evoluto e strutturato, con le sue falle può essere preso di sorpresa ma sa in breve tempo adeguarsi al “nemico” e contrastarlo.


L’emergenza Coronavirus (contraddizione in termini perché se il significato del termine indica “momento di improvvisa difficoltà che richiede intervento immediato”, dopo 8 mesi non è più una emergenza) ha evidenziato tutta la fragilità dell’impianto democratico in quelle parti del mondo che dovrebbero avere una sicurezza assoluta sul loro sistema di organizzazione interna.

Democrazia: Forma di governo in cui il potere viene esercitato dal popolo.
Non si può neanche più sorridere a questa definizione e purtroppo neanche indignarsi.

Quando in nome dell’emergenza vengono calpestati i principi base stabiliti in una carta che rappresenta la legge fondamentale dello stato, quando questa azione viene reiterata e diviene norma. Quando gli organi adibiti al controllo per il rispetto di questa carta non intervengono perché evidentemente non possono o peggio non vogliono farlo, ecco che un paese finisce nel caos.
Il cittadino è spaventato perché si rende conto di non avere più alcuna tutela.
La pubblicazione di decreti in maniera compulsiva indica una azione in affanno, mai programmata ma sempre in rincorsa dietro a un qualcosa che non si riesce a gestire.
La continua indicazione di obblighi/divieti che puniscono la popolazione inquieta e inorridisce.
Tu che dovresti proteggermi sai solo punirmi?
Quale considerazione hai di me?


Il disprezzo.

Il popolo visto come un fastidioso bubbone da estirpare. Una massa inerme che deve ubbidire.
Senza contradditorio, senza neppure potere citare la parola rispetto perché siamo ben lontani anche solo dal considerarla.


Chi arriva al potere oggi in Italia confonde il concetto di servizio con la parola padrone.
Sarebbe necessario fargli ripassare le normative che lo hanno portato a rivestire quelle cariche e soprattutto fargli fare un bagno di umiltà.
Non sei il marchese del Grillo (io so’ io e voi nun siete un cazzo). E’ vero che c’entra sempre un Grillo ma il primo ci ha fatto ridere amaramente (come molti dei personaggi interpretati da Alberto Sordi) mentre il secondo ha smesso di farci ridere da un pezzo.

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