MANIFESTAZIONE SUL DISAGIO CHE LA ATTUALE SITUAZIONE SANITARIA STA PROVOCANDO A TUTI I SETTORI DELLA VITA

Forse domenica Biella ha insegnato qualcosa a tutto il paese. Alle ore 16 del 1 novembre era l’appuntamento per la manifestazione “Scelgo di vivere rischiando di non morire piuttosto che non vivere rischiando di morire” nata dal pensiero comune di tanti cittadini che desiderano esprimere il proprio disagio.


Ci siamo recati con forte interesse e curiosità per un evento che arriva dopo una settimana di violenti scontri nelle principali città italiane. C’era curiosità soprattutto per verificare la risposta di una città che non sempre si è esposta nell’esprimere dissenso o protesta o solidarietà nei confronti di eventi di portata nazionale.
Nella piazza Vittorio Veneto all’ora prestabilita la gente era molta, un numero notevole, piazza piena.

Poca forza pubblica a presidiare l’evento, anche loro sanno che Biella non si scalda oltre il limite di guardia, anzi sta molto al di sotto.
Su un piccolo palco posto sotto i portici della Standa, questo il nome che indica un luogo che non c’è più ma che è noto a tutti i biellesi, si sono susseguiti molti interventi brevi.
So che può sembrare incredibile ma nessun intervento è stato riconducibile a uno schieramento politico. Nessun intervento è stato caratterizzato da insulti al governo, a questo o a quel personaggio pubblico.

Il principio del ripudio di violenza fisica e verbale è stato totalmente rispettato e i diversi oratori hanno seguito l’idea base degli organizzatori: la convinzione che sarà la povertà economica, sociale ed emozionale il vero dramma di questa pandemia.

Hanno parlato personaggi e persone semplici portando tutti la loro esperienza. Si sono susseguite storie umane anche molto coinvolgenti come quella di una mamma che aspetta da 4 mesi una visita neurologica per il figlio disabile. Hanno parlato artisti, bloccati nelle loro attività, ristoratori, sportivi, esperti di fiscalità, giovani lavoratori da mesi ridotti allo stremo, tutti con dignità e forza interiore.
Il pubblico ha ascoltato, applaudito, incoraggiato in una atmosfera priva di tensione ma piena di empatia.

Il disagio della gente che è preoccupata di cosa sta succedendo nel paese, preoccupata per il futuro dei propri figli e del proprio lavoro, esasperata da una conduzione della situazione che crea problemi senza risolvere quelli che ci sono.

Brava Biella, chi era in piazza Vittorio Veneto ha dato una grande dimostrazione di civiltà.

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