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#storianove L’ ULTIMA DISCESA DEL ‘RE DELL’ORA’ : ROGER RIVIERE – di Ettore Antoniotti

#STORIANOVEprima parte

1976, 1° aprile, la sfortuna porta il suo conto finale ad un Campione.

Muore, a soli 40 anni, dimenticato da tutti, il fuoriclasse del ciclismo Roger Rivière.

Un tumore alla faringe lo aveva portato all’ultima battaglia, persa in un letto di ospedale.

Se ne andava così un meraviglioso atleta, che giovanissimo, aveva, per pochissimi anni, entusiasmato i tifosi delle due ruote.

1960, Tour de France.

Siamo all’inizio del nuovo decennio, sta terminando la stagione dei grandissimi campioni del ciclismo epico, si sono ritirati o sono agli ultimi bagliori delle loro luminosissime carriere Bartali e Louison Bobet, Koblet e Ferdi Kübler, Robic e Magni.

É scomparso improvvisamente e prematuramente il Campionissimo, Fausto Coppi.

Il Tour de France è ai nastri di partenza, il pronostico è difficile, si fanno molti nomi, ma mancano due sicuri favoriti: il bello e razionale campione francese Jaques Anquetil che ha appena dominato il Giro d’Italia e lo scalatore lussemburghese Charly Gaul che nella corsa rosa aveva portato a casa un ottimo terzo posto.

É anche assente lo scalatore spagnolo Bahamontes, vincitore dell’edizione 1959, parte invece Anglade secondo nella stessa edizione e capitano della fortissima squadra francese, c’è Darrigade il Campione del Mondo, ci sono gli italiani Baldini e Nencini e lo scalatore belga Adriaensens.

E poi c’è lui.

Ventitré anni.

Co-capitano della nazionale transalpina, recordman dell’ora: Roger Rivière.

E per molti, dopo il clamoroso quarto posto, a pochissimi secondi dal biondo astro nascente Anquetil dell’anno precedente, è il vero favorito.

Quest’anno il Tour sembra proprio disegnato per lui, una cronometro finale di 83 km, niente di meglio per uno che “contre la montre” è un fuoriclasse.

Negli ultimi anni ha lasciato la sua amata pista, i suoi innumerevoli titoli nell’inseguimento ed i suoi primati, per crescere e competere con i migliori anche nella “strada”.

Ci sta riuscendo, a cronometro è imbattibile, in salita è migliorato incredibilmente.

Per molti è addirittura meglio del giovane Anquetil.

Si profila una riedizione, negli anni Sessanta, del duello italiano tra Bartali e Coppi con protagonisti Jaques Anquetil (nato nel 1934) già vincitore del Tour del ’57 e del Giro, e Roger Rivière primatista due volte dell’Ora, plurititolato nell’Inseguimento su pista (nato nel 1936).

Ma Roger pare essere più completo, più Campione.

Nel Tour dell’anno precedente nell’ultima crono aveva dato distacchi abissali a tutti, più di sei minuti al vincitore Bahamontes, quattro, cinque minuti agli altri, solo il grande Jaques gli aveva in qualche modo resistito, ma era rimasto a ben 100” dal connazionale.

E quest’anno, il 1960, potrebbe essere suo anno, l’anno del giovanissimo francese.


Il Tour è come al solito molto duro, Anglade, secondo l’anno precedente, si divide i gradi di capitano dell’equipe francese con Roger, ma sparirà presto dai primissimi posti.

Anche l’italiano Baldini uscirà presto di classifica.

Sembra un gioco ad eliminazione.

E, tragicamente, lo sarà.

Ma ci sono altri italiani a rendere molto difficile la competizione ai cugini francesi.

C’è Battistini, valente scalatore, ma c’è soprattutto lui: il leone del Mugello, Gastone Nencini.

Ha 30 anni è nel pieno della propria maturità fisico-atletica, ottimo passista, fortissimo e spericolato discesista e discreto scalatore, ma soprattutto ha carattere, un carattere indomito.

continua………

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