Nel 1970 debutta al Tour un giovane “ orange ” di nemmeno 24 anni, e per lui, per Joop Zoetemelk sarà subito secondo posto, l’ultimo secondo posto lo coglierà 12 anni dopo, nel 1982, a 36 anni.

Per lui tanti piazzamenti nelle classiche monumento, ma nessun primo posto, una vittoria nella Freccia Vallone e nella Amstel Gold Race ed un Campionato del Mondo nel circuito del Montello, insperata, a 39 anni. Come per “ Pou Pou ”, una vittoria nella “ Vuelta ” nel 1979. Ma a volte, anche i secondi, gli sconfitti, gli eterni piazzati, vincono.

È il Tour del 1980 , il favorito è “ il Tasso ” Bernard Hinault , reduce da una brillante vittoria al Giro d’Italia, dove aveva battuto gli acerrimi rivali, gli italiani, Saronni e Moser . Zoetemelk parte dopo aver conquistato nel decennio 70-80 ben cinque secondi posti. Una maledizione la sua, come quella di Poulidor . Ha 34 anni, nessuno crede che possa vestire la maglia gialla a Parigi . Non sarà così. Perché a volte anche i sogni, quelli più difficili, più irrealizzabili, diventano realtà. Mancano undici tappe alla fine, Hinault, “le Blaireau ”, è in testa come da pronostico, siamo a Pau ed i corridori stanno affrontando l’inferno dei Pirenei.

Ha 21” di vantaggio su Joop , ma soffre, molto, per una tendinite.

Nella notte, con il suo direttore sportivo, Guymard , si presenta nell’albergo della direzione del Tour.

Abbandona, incredibilmente.

E per Joseph “ Joop ” Zoetemelk , per l’eterno secondo, per il sempre piazzato Campione, si apre il sogno in giallo. Quel giallo che l’olandese indosserà finalmente a Parigi , a 34 anni, dopo tante delusioni.

Lo Sport, come la Vita, a volte toglie, ma a volte premia anche i secondi, gli sconfitti, e queste sono le più belle vittorie.

Le più sofferte, le più attese.

Rispondi