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#storiaotto – QUEL MALEDETTO SECONDO POSTO – di Ettore Antoniotti.

Secondo posto, medaglia d’argento, ad un filo dal trionfo… ecco di solito viene descritto così.

Il successo che poteva arrivare e che non è mai giunto.

Il trionfo mancato.

Ci sono Campioni, veri, per cui il secondo posto è diventato una maledizione.

Quasi un marchio.

Indelebile.

Ci si dimentica delle loro vittorie e dei loro trionfi, in mente abbiamo solo il loro secondo posto, l’argento, la mancata vittoria.

Raymond PoulidorPou Pou”, il più amato dai francesi e da tutti gli appassionati di ciclismo.

Debuttò contro Louison Bobet, si proprio lui il rivale di Coppi e Bartali, nel 1960 e terminò contro l’astro nascente Bernard Hinault nel 1977.

17 anni, di gare, di vittorie, sconfitte, gioie e delusioni.

Sul podio della “Grande Boucle “salì otto volte, tre secondi posti e cinque terzi.

Non riuscì mai ad indossare la maglia gialla, nemmeno per un giorno, ma per tutta la vita portò con una fedeltà assoluta quella della Mercier.

La sua squadra.

Passò dalle sfide con Bahamontes a quelle con Zoetemelk, si proprio quel “Joop Zoetemelk” che ritroveremo dopo.

Sfidò sulla sua strada i giovani Gimondi e Merckx che gli portarono via il giallo di Parigi, per tanti anni sfidò Anquetil, che forse fu il suo più feroce ed imbattibile rivale.

Eppure fu oggetto di un folle amore sportivo, a volte la sconfitta ha un fascino, brutale e terribile, ma migliore della vittoria.

Pou Pou fu amato alla follia, Anquetil fu quasi odiato dai francesi.

È il 1968, Raymond è uno dei favoriti del Tour, non è ancora all’apogeo il sole splendente del “CannibaleEddy Merckx, ha praticamente finito la sua carriera il grandissimo ma algido Jaques Anquetil, non c’è Gimondi che ha scelto di disputare la Vuelta, che vincerà.

Pou Pou è il favorito, tutta la Francia è con lui, il Campione sfortunato.

Il Tour è strano, i distacchi sono minimi, la gara è molto combattuta, molti carneadi si rendono protagonisti di fughe e vestono l’ambito giallo.

Lui ancora no.

14 luglio Festa Nazionale Francese, i tifosi sono pronti per spingere il loro beniamino verso quel giallo che non ha mai indossato.

15° tappa Font Romeu – Albi 250,5 km, Poulidor è quarto in classifica, quelli che lo precedono non sono dei valenti scalatori, e ci sono ancora le Alpi da affrontare.

Tappe dure, durissime, con il caldo di luglio del sud della Francia.

È il favorito, o almeno lo sarebbe.

Una moto, sbanda, colpisce la ruota posteriore di Gonzalez.

Gonzalez tocca la posteriore di Raymond.

Cade.

Pou Pou si rimette in bici. Il volto è coperto di sangue.

Un “Cristo in Croce” lo descriveranno i giornalisti.

Ma non molla.

Vedendolo a terra, lo attaccano, inopinatamente.

Lo attacca il suo rivale Jan Janssen (che poi vestirà il giallo a Parigi) e incredibilmente la squadra B francese.

Al traguardo l’atleta della Mercier, dopo una lunga rincorsa, pagherà poco più di un minuto.

Ma il suo morale sarà distrutto, “non capisco perché si sia attaccato un uomo ferito!” dichiarerà.

Il giorno dopo, con il volto tumefatto ed una gamba dolorante, non potrà prendere il via.

Il Tour è perso, l’amore, quello vero, dei tifosi, no.

È conquistato definitivamente.

Per la cronaca, il Tour, combattutissimo, vedrà, prima della cronometro finale ben quattro corridori racchiusi in un minuto, tra cui il “Cuore Matto” italiano Franco Bitossi, e ben tre di loro in 16”.

La spunterà l’olandese Jan Janssen con il distacco più contenuto, fino ad allora, per una vittoria al Tour, 38” sul belga Van Springel, battuto nella cronometro finale.

Janssen olandese, come un altro olandese che diventerà negli anni a seguire famoso, suo malgrado, per i sui secondi posti.

Sei secondi posti al Tour, otto podi totali.

-1continua-

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