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#storiasette – MEXICO ’68, DA PASOLINI A GENTILE (seconda parte)

Due record mondiali uno dietro l’altro, con “wind” zero, con il sicuro vantaggio dell’aria rarefatta dell’altura ai 2.400 della capitale messicana.

Ma mancava un protagonista, il meno atteso, il meno costante: il vento, “the wind”.

Salta il sovietico Sanayev, uno specialista della disciplina.

17,23 per un solo centimetro è record del mondo, l’anemometro segna 2 m/sec stranamente, molto stranamente, al valore limite per l’omologazione.

Gentile al suo 2° salto aveva avvertito una fitta, la sua gara era praticamente finita lì.

Gli altri saltano, e saltano molto bene.

Salta il brasiliano Prudencio, 17,27m, ancora un nuovo record del mondo!

È il quarto, nella stessa gara, anche qui l’anemometro stranamente segna 2 m/sec, anche qui il salto è regolare.

Wind, ecco la parola giusta, qualche anno dopo, in una simpatica intervista fu chiesto a Sanayev il segreto della sua vittoria a Mexico City, si perché alla fine vinse lui con il 5° record del mondo nella stessa gara, 17,39 m, lui rispose sorridendo “Wind, wind…”, si perché anche in questo caso l’anemometro era fermo, bloccato, a 2 m/sec, ma c’era gente che giurò che in quel momento il vento soffiava forte.

Molto forte.

Finisce il sogno di Giuseppe Gentile, tanti italiani erano davanti alla TV, in bianco e nero.

Il volto di quel ragazzo nel piccolo schermo pareva ferito, segnato da una delusione, da un traguardo, l’oro olimpico, giunto lì a… portata di un salto.

Ma quel volto, trasandato, quasi selvaggio, viene notato dal mondo della pubblicità.

Sul vendutissimo, ai tempi, settimanale Oggi, appare in un servizio pubblicitario per la nuova “Fiat Dino” che come compenso riceverà in regalo.

Una soddisfazione minima per lui, che, ancora dato tra i favoriti della vigilia, aveva dovuto rinunciare alle Olimpiadi di Monaco del 1972.

Il settimanale finisce tra le mani di Pier Paolo Pasolini, che in quel volto, in quei lineamenti, in quel Campione, vide apparire il protagonista di un suo nuovo capolavoro cinematografico.

Giasone.

Ecco Giuseppe Gentile sarà Giasone.

Il Giasone, sposo di Medea (interpretata da una splendida Maria Callas), nel film che prenderà proprio il nome dalla mitologica protagonista femminile, sarà il capo degli Argonauti alla ricerca del “Vello d’oro”.

Pasolini lo farà doppiare, troppo evidente il suo accento romano, Gentile riceverà altre proposte ma le rifiuterà tutte, troppo forte il paragone con il capolavoro del regista italiano e troppo forte il rammarico per quell’oro olimpico solo sfiorato.

Come il mitologico Giasone che fu ricordato, nel II° Canto del Paradiso dantesco, per la sua impresa con gli Argonauti, il Campione romano fu ricordato per quel “Wind”, quel vento che per lui non soffiò.

Mai.

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