Riceviamo in posta e volentieri pubblichiamo questa singolare presa di posizione:

Il gruppo ‘Kollettivo Kommessi’, variegato gruppo di commessi della grande distribuzione del Piemonte Orientale, nato in periodo di emergenza covid a marzo per uniformare norme di sicurezza e comportamenti nei negozi della GdO, in seguito alle dichiarazioni del Dott. Andrea Cristanti sulla possibilità di un lockdown nel periodo natalizio esprime quanto segue :

I DPCM da marzo in poi hanno affermato una verità inconfutabile : il covid-19 non colpisce centri commerciali, supermercati, negozi della grande distribuzione organizzata. Colpisce movida, bar, palestre e, da poco, anche le feste privare, ma non i negozi dei grandi marchi. Infatti nessuna specifica , variazione o limitazione è stata applicata attraverso i vari decreti. Nessun negozio è stato chiuso perchè dei colleghi sono stati contagiati. Addirittura nessuna persona positiva al covid è mai stata cliente di un negozio : infatti nella tracciabilità dei contatti mai in Italia abbiamo sentito di un negozio della grande distribuzione organizzata chiuso per dipendenti messi in quarantena preventiva per essere stati a contatto con clienti positivi.

Il Covid 19 non sopravvive sulle superfici dei prodotti sugli scaffali : infatti mille mani possono toccare liberamente cestini, carrelli, pacchi di pasta o vestiti, ma i nostri figli non possono scambiarsi le matite a scuola. E’ evidente che tali misure precauzionali non sono necessarie nei nostri luoghi di lavoro. Questo vuol dire che il coronavirus non sopravvive all’interno dei negozi della GdO.

I dipendenti della Grande distribuzione sono soprattutto donne e madri (cassiere, addette alla clientela, operatrici dei servizi di pulizia ecc.) che hanno continuato a lavorare durante il picco della malattia e hanno dovuto districarsi tra figli a casa da scuola, didattica a distanza e orari tipici del commercio, notando con piacere che durante l’estate gli insegnanti hanno vissuto le vacanze al mare, al paese dai parenti, hanno fatto spesa all’interno dei supermercati dove lavorano, e credono che sia del tutto comprensibile, con le dovute precauzioni, che ora lavorino nelle scuole per essere figure educative per i propri figli. 

I commessi della grande distribuzione, dai tempi delle liberalizzazioni del governo Monti, sono riusciti a stare a csa con la famiglia per una festività e il giorno seguente solo in una occasione : per la Pasqua e la Pasquetta in periodo di lockdown. Pertanto credono sia auspicabile un nuovo lockdown a Natale. Sarebbe il primo Natale senza aperture selvagge, litigi con capireparto e direttori, con i figli a casa con le madri cassiere.

In conclusione il ‘KollettivoKommessi’ formato da superuomini e superdonne immuni al covid, come dimostrato dai DPCM del 2020, spera, egoisticamente in un lockdown natalizio come ventilato dal Dott. Cristanti. Sarebbe l’unico momento possibile per passare una festività a casa. Perchè del diritto al riposo domenicale e festivo ai governi non interessa e i sindacati sono ancora confusi dai giorni di smart working per capire che giorno della settimana sia quello rosso del calendario.

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