Si è tenuto in videoconferenza il tavolo per la Sanac di Lozzolo, l’azienda che occupa più di 100 lavoratori e che fa parte dell’indotto di Arcelor Mittal.

Oltre alla Regione Piemonte e a tutte le sigle sindacali di categoria a livello nazionale, erano presenti rappresentanti delle Rsu Sanac, i Commissari e i funzionari del Mise. Il confronto era stato fortemente voluto dalle istituzioni locali e dai sindacati. Il destino della Sanac è strettamente legato con quello della multinazionale franco-indiana dell’acciaio, che gestisce gli stabilimenti dell’ex Ilva di Taranto.
La speranza, prima dell’emergenza Covid, era che i Commissari riuscissero a individuare una nuova proprietà in grado di rilanciare l’azienda e di salvare i lavoratori, ma ad oggi la situazione non è cambiata e il futuro appare sempre più incerto.

I Commissari, infatti, hanno soltanto confermato che sarà richiesta la proroga della cassa integrazione straordinaria che, con tutta probabilità, verrà estesa a più lavoratori rispetto a quelli coinvolti attualmente. Ma il nodo è che questa vicenda è strettamente legata ai destini di Arcelor Mittal: se la vicenda della multinazionale dell’acciaio si concluderà positivamente, la fideiussione attualmente in scadenza sarà prorogata, altrimenti si dovrà predisporre un nuovo bando per cercare acquirenti. Il Governo, al tavolo, si è assunto l’impegno di agire su Arcelor Mittal per far sì che vengano onorati i 9 milioni di euro dovuti a Sanac e si è impegnato a convocare un nuovo incontro prima del 30 novembre, data scadenza della fideiussione.

«Credo che sia fondamentale, a questo punto – spiega l’assessore regionale al Lavoro, Elena Chiorino – non disgiungere la crisi di Arcelor Mittal da quella di Sanac, con l’obiettivo di trovare una soluzione coerente e verificare che il governo rispetti gli impegni presi». «Auspico – prosegue Chiorino – che si possa individuare innanzitutto una soluzione positiva per i lavoratori dell’azienda del Vercellese, così come un rilancio della siderurgia italiana, che rappresenta un settore strategico e fondamentale della politica industriale nazionale. Non dobbiamo infatti mai dimenticarci che una nazione che non produce acciaio perde, di conseguenza, anche parte della sua sovranità». 

«Purtroppo – aggiunge il sindaco di Lozzolo, Roberto Sella – dal tavolo non sono emerse novità significative in grado di rincuorare i lavoratori, già stremati da questa situazione che si trascina da troppo tempo».

«Spiace – prosegue il primo cittadino – perdere un pezzo importante del nostro territorio dal punto di vista socio economico. Insieme al mio collega, il sindaco di Gattinara, vigileremo sulla situazione, auspicando che si possa arrivare a una soluzione positiva in tempi brevi».

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