Tra i tanti danni che la pandemia ha fatto al paese ci sono quelli arrecati allo sport. Possono sembrare secondari di fronte ai problemi ben più gravi riguardanti la salute o anche la situazione economica generale ma a ben guardare non sono inferiori.

Lo sport muove in Italia una percentuale interessante di PIL, con migliaia di persone che ci lavorano a tempo pieno e un indotto considerevole che arriva ai viaggi, agli alberghi ai ristoranti che vengono coinvolti per le migliaia di trasferte settimanali Le società sportive fanno fare attività ai giovani e sono quindi importantissime per la salute della popolazione, anche questo è stato spazzato via dai lockdown e sta faticosamente riprendendo. La notizia che riporto è quindi gravissima perché riguarda il ritiro di ben 13 squadre della serie A in cinque sport diversi: basket, pallavolo, rugby, pallanuoto, baseball.

Tra di esse società storiche, dal passato prestigioso come ad esempio Canottieri Napoli ( 8 titoli di campione d’Italia, una Coppa Italia e una Coppa dei Campioni d’Europa ) che nella pallanuoto maschile si è autoretrocessa in A-2. Sempre nella pallanuoto maschile Busto Arsizio ripartirà dalla serie B mentre nel femminile Rapallo e Milano hanno addirittura rinunciato e la serie A sarà solo a 8 squadre. Nel baseball non disputa la serie A il Nettuno baseball che aveva alle spalle 70 anni di storia e 17 scudetti conquistati ed anche la seconda squadra della cittadina laziale, chiamata a giusta ragione la città del baseball, ha rinunciato alla massima serie. San Donà , società storica del rugby, e Medicei Firenze nello stesso sport hanno rinunciato al massimo campionato. Nella pallacanestro sono scomparse dal massimo campionato maschile Pistoia che ha deciso di autoretrocedersi in A2 mentre Torino e Palermo non si sono proprio iscritte a nessun campionato femminile.

Nella pallavolo infine la femminile di Filottrano è sparita per problemi economici, mentre la società maschile di Sora ha deciso di ricominciare dalla serie C. Il terremoto covid non ha quindi risparmiato lo sport ma attenzione, non è stato il virus a “uccidere” le società. Se le norme impediscono agli sport di riprendere, gli sport non possono sopravvivere. Fa un certo effetto vedere i calciatori giocare a giugno e sapere che altre ​discipline non possono riprendere fino a settembre. Abbiamo seguito i protocolli dei “saggi” sulla riapertura dello sport in Italia, possiamo tranquillare affermare che erano dettati dal delirio.

Non c’è nulla di più sicuro e sano dello sport e logicamente nessun dirigente o allenatore agirebbe con il pericolo di far ammalare i suoi atleti, ecco forse gli “esperti” avrebbero dovuto fare una sola scelta: togliersi di torno, non intervenire su attività che non conoscono, lasciare fare a chi allo sport ha dedicato la sua vita e sa perfettamente come gestirlo in sicurezza.

discipline non possono riprendere fino a settembre. Abbiamo seguito i protocolli dei “saggi” sulla riapertura dello sport in Italia, possiamo tranquillare affermare che erano dettati dal delirio. Non c’è nulla di più sicuro e sano dello sport e logicamente nessun dirigente o allenatore agirebbe con il pericolo di far ammalare i suoi atleti, ecco forse gli “esperti” avrebbero dovuto fare una sola scelta: togliersi di torno, non intervenire su attività che non conoscono, lasciare fare a chi allo sport ha dedicato la sua vita e sa perfettamente come gestirlo in sicurezza.

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