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L’ EDUCAZIONE FISICA SCOLASTICA AI TEMPI DEL COVID – di Danilo Ramirez

Scusaci De Sanctis, scusaci tanto. La tua legge del 7 luglio 1878 fu la prima, dopo l’Unità d’Italia, a occuparsi interamente della materia.

Essa sancì l’obbligatorietà dell’insegnamento della ginnastica educativa anche per le donne, nelle scuole di ogni ordine e grado (elementari, secondarie, normali e magistrali). 142 anni dopo dobbiamo celebrare il funerale della materia. Il paradosso? A volere fortemente l’obbligo della allora ginnastica fu uno dei più importanti intellettuali italiani nella seconda metà dell’800. Scrittore, filosofo, grande critico, autore di una storia della letteratura italiana sulla quale si sono formate generazioni di liceali (la ricordo con emozione) e giustamente ministro della pubblica istruzione.

Ad annullare la materia ci si sono messi negli ultimi decenni una serie di ministri che tutti insieme non valgono una tua penna ad inchiostro, scusaci ancora Francesco. Il colpo finale arriva dalla notizia che diverse scuole allestiscono aule nelle palestre, con la motivazione degli spazi per il covid. E’ una decisione talmente stupida che non si sa da quale parte iniziare a indicarne gli errori. Partiamo da un presupposto: se in una scuola vengono costruite delle aule e una o più palestre è evidente che la destinazione d’uso è diversa e non reversibile: non si può fare educazione fisica in un’aula e non si può fare lezione tradizionale in una palestra. Spieghiamo questo ultimo punto sperando che arrivi a tutti quei presidi e collaboratori che con presunzione e superficialità hanno preso questa decisione. La palestra ha una sonorità molto dispersiva, spesso con rimbombo, impossibile per un insegnante spiegare e farsi sentire correttamente. La palestra è fredda, un conto è far muovere degli allievi, ben altro tenerli seduti per ore in un banco. Se poi accendi il riscaldamento che è generalmente con le ventole, hai un rumore talmente forte che aggiunge altro disturbo alla possibilità di spiegazione.

Infine banchi e sedie non possono che danneggiare un pavimento che è fatto per correre e saltare. Conseguenze esterne. La collocazione di banchi e sedie in palestra ne impedirebbe l’uso alle società sportive durante le ore non occupate dalla scuola. Un danno di proporzioni enormi per tutti gli sport che hanno bisogno di queste strutture per gli allenamenti e i campionati sia giovanili che assoluti. In un colpo solo quindi vengono tolte le lezioni scolastiche e persino la possibilità per quei giovani di allenarsi al pomeriggio. Con buona pace di Angelo Mosso, uno dei padri della fisiologia italiana che sempre a fine 1800 pubblicava importanti studi sull’importanza della educazione fisica fermamente convinto della sua necessità per il miglioramento della salute nella popolazione.

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